[LR] #37 - non sono come tutte le altre

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Metto superlike a questa 19enne su Tinder che dalle foto sembrava una ninfomane da paura.

Il problema è che mi caga a giorni alterni ahah. Nonostante questo ieri mattina riesco a far “partire” la chat mentre mi stavo dirigendo dal mio amato cinese a farmi torturare la schiena.

Non mi prende troppo sul serio, ma alla fine riesco a prendere il suo numero anche abbastanza facilmente. Fissiamo un date per lunedì. Sembra una questione di semplice ordinaria amministrazione.

Il problema è che subito dopo comincio a farmi torturare dal cinese. Dopo avermi mandato un paio di audio sparisco per ore. Poco dopo averla aggiunta su instagram. Cinque ore dopo mi riscrive:

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Filippo: “Eh ma che culo”

.screen: “Direi. Dai, invitiamola a uscire.”

L’unico problema… è che la mia schiena verteva in queste condizioni:

Filippo: “Porca troia bro, cosa cazzo ci inventiamo adesso?”

.screen: “Beh, non ti inventi niente. Tanto non si vede. Quando te la trombi ti tieni la maglia. #zemaframes

All’inizio la pacco anche perché ero distrutto. Cercando di puntare a domenica o lunedì.

.screen: “Lo sai che è comportarsi da frocio? Non la chiuderai mai se rimandi.”

Filippo: “Oh senti, va in che condizioni del cazzo verto. E sono fisicamente stravolto. Come porca troia la chiudo questa?”

.screen: “Questa probabilmente si è lasciata da poco con il ragazzo. E’ in fase ‘scopiamoceli tutti per ripigliarci emotivamente’. E tu vuoi pure aspettare dei giorni? Io eviterei, sai com’è. Senti lascia fare a me…”

In realtà era distrutta anche lei.

Filippo: “Bon dai, la porto in un locale e facciamo il solito gioco. Così almeno non mi spacco la schiena a ballare o a fare cose strane. Magari ci parlo un po’ e me la faccio la volta dopo.”

.screen: “Si, te la fai la volta dopo… e io sono Madre Teresa di Calcutta.”

Filippo: “Vedremo…”

Alla fine decido di confermare. Finirà che diventa una lotta contro il tempo. Io che cerco di arrivare a Milano da Montecchio. Lei che sta finendo di lavorare e deve arrivare al punto di incontro.

Filippo: “Si ma che noce…”

.screen: “Tranquillo, le abbiamo appena fatto apocalypse e non ha battuto ciglio.”

Filippo: “E quindi?”

.screen: “E quindi vuol dire che se facciamo un buon date, le facciamo apocalypse e ce la dà. Quindi se stai zitto e fai fare a me ce la scopiamo 10/10.”

Filippo: “Prego maestro, si esibisca.”

Per le 10.30 riusciamo a vederci. Invece che la solita polo e il vestito da bravo ragazzo scelgo un outfit zarro. Sia perché ne avevo voglia, sia perché questa immaginava di uscire con il solito bad boy testa di cazzo. Aveva 19 anni, non si sarebbe aspettata altro. Mi metto dunque in corso buenos aires ad aspettarla. Dovevamo vederci all’altezza della fermata di Loreto. Aspetto… aspetto… finché finalmente non mi dice che è lì.

La vedo…

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Filippo: “No… no… non è lei. No, dimmi di no.”

.screen: “E invece… dai falle ciao con la manina.”

Filippo: “Non può essere lei.”

Nelle foto sembrava un troione da combattimento. Dal vivo aveva un maglione enorme, antistupro. E una cartella della scuola che avrà avuto 40 anni. Oltre a essere tutta arruffata.

Filippo: “Oh, signore santo”.

Alla fine mi vede. Si dirige verso di me.

Filippo: “Vabbè… però… aspetta…”

In fondo, era carina. Non aveva i capelli delle foto e aveva quei 2-3 kg in più, ma era una bella ragazza. Solo che era nascosta dentro dei vestiti semplicemente orrendi. Vabbè.

Date

Saliamo in vespa e partiamo. Subito però noto una cosa.

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Mi inizia a schiacciare le tette sulla schiena. Ma che tette atomiche non aveva?

Filippo: “Comincio a pensare che abbiamo fatto bene a non scappare.”

.screen: “Comincio a pensarlo anche io.”

Andiamo quindi al Nik’s per fare la solita procedura game… solo che c’era una serata Jazz. O non so che casino cosmico. Mhm.

.screen: “Ma portatela in casa, cazzotene”

Filippo: “Ma no dai, c’è un locale figo qui vicino che ho sempre voluto provare. Proviamo quello dai.”

.screen: “Io ogni tanto mi chiedo perché sto pure qui ad aiutarti…”

Andiamo al locale. Ci sediamo, si toglie il maglione.

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Filippo: “Si ok, ha delle tette atomiche. Dobbiamo fare qualcosa.”

.screen: “Smettila di fissarle le tette e parlaci normale. Poi le proponi di venire a casa tua e via”

Cominciamo a parlare un po’ di tutto. Per il suo lavoro parliamo del mio ultimo incontro sui reframe e sulla vendita. Parliamo del suo ex. Si è mollata appunto da un mese. E si sta trasferendo a Milano visto che prima viveva con lui. Mi parla di quanto sia difficile il suo lavoro. Del fatto che vuole fare l’università ma che i suoi genitori gli hanno detto che deve pagarsela con i suoi soldi…

Filippo: “A me questa sembra normale.”

.screen: “Un po’ timida per essere una ninfomane, ma sembra normale anche a me.”

Filippo: “Si infatti, a parte il discorso maglione antistupro per il resto sembra farcela.”

Lei: “Si e il mio capo mi ha detto che per vendere devo mostrare le tette. Così funziona di più.”

Filippo: “Ah ecco perché.”

.screen: “Vabbè ora la reframmo che poraccia non può avere sta convinzione del cazzo a vita.”

Le spiego che l’estetica era solo uno dei tanti modi per mandare in state qualcuno. E che una volta mandato in state a quel punto poteva dargli dei comandi ipnotici molto più forti e riuscire a fargli fare quello che voleva lui. Quindi sei molto più intelligente a usare la tua estetica per chiudere di più, che invece a cercare di sentirti figo perché ce la fai senza. Non c’è nulla di intelligente nel fare il doppio della fatica per ottenere lo stesso risultato.

Filippo: “Ma a noi che ce ne frega di spiegarle sta roba?”

.screen: “Così almeno la volta prossima si veste da troia e non da accattona.”

Filippo: “Ah ok. Anche perché i suoi vestiti porno devo dire che meritano parecchio.”

Lei: “…e pensa che mia nonna mi ha rimproverata perché avevo un vestito attillato e mi si vedevano le tette. Ma era un vestito normalissimo! Mi diceva che sembravo una da statale”

Filippo: “Ho come l’impressione che non le servano i reframe.”

.screen: “No infatti, credo anch’io.”

Continuiamo a parlare. Principalmente delle mie scopate lol. Viene fuori che non mi masturbo da metà maggio, a parte il giorno di stop del 1 ottobre quando avevo raggiunto il primo obiettivo.

Lei: “Si ma così non dovresti venire prima?”
Io: “Si, se è da tanto che non fai sesso vieni prima. Ma io ho fatto sesso l’altro ieri per cui il problema non si pone ahah. E poi comunque anche se fosse poi vieni anche una seconda e una terza volta ogni tanto. Quindi è solo meglio.”
Lei: “Sbaglio o stai cercando di vendermi il tuo cazzo?”
Io: “No, non stai sbagliando… sto cercando di farti immaginare il mio cazzo… nella tua bocca… mentre me lo succhi… come una pazza… e di fartelo immaginare nella tua figa… bella bagnata… mentre ti entra fino in fondo…”
Lei: “Ma smettila! ahah”

Filippo: “Pattern ipnotici sessuali casuali, ci piace ahah”

.screen: “Si dai, era per metterle un po’ di voglia”

Quasi dall’inizio dell’appuntamento avevo preso a toccarle il viso. Le mani. Poi avevo iniziato a farle tipo i grattini sulle braccia… fino a passarle un dito tra le tette. Dio stavo impazzendo. Aveva una pelle morbidissima. Il bello delle 19enni. Avevo una voglia di chiavarmela allucinante.

Io: “Vieni qua che ti bacio.”

Lei si è avvicinata… e ci siamo baciati.

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Filippo: “Devo dire che rispetto a #35 c’è stato un miglioramento non da poco… ahah”

.screen: “No infatti, comincio quasi a diventare bravo con il baciarle agli appuntamenti. Ero sempre stato una sega visto che le avevo quasi sempre baciate eoni prima.”

Parliamo ancora un po’.

Lei: “…E quindi non mi danno mai la mia età perché sembro una bimba. Quando dico che ho vent’anni cascano dalle nuvole.”
Io: “Come vent’anni. Non ne avevi 19!?”
Lei: “Ne ho 19 ancora per una settimana…”
Io: “Cavolo, appena in tempo.”
Lei: “Appena in tempo per cosa?”
Io: "Eh, da 19enne sono più punti! ahah :slight_smile: "

Le dico che mi piace molto e mi dice di smetterla. Che non serve che lo dico solo per farci sesso. Le rispondo che lo so benissimo e infatti di solito non lo dico se non è vero. Tanto appunto non serve. Le faccio i grattini. E tra un discorso e l’altro ci ribaciamo altre due volte. Ha davvero delle labbra stupenda e bacia proprio bene.

Io: “Che dici? Andiamo a casa mia?”
Lei: “Te lo devi guadagnare… mica cedo così facilmente.”
Io: “Ma in realtà a me piacciono le ragazze che cedono facilmente. Quelle che se la tirano tanto spesso è perché hanno paura che se ci faccio sesso non le vorrò più rivedere. O hanno paura di non piacermi a letto. Quindi se una ragazza fa resistenza, la cosa mi scende parecchio. Ed è difficile che la riveda.”
Lei: “Beh, ma io non ho alcuna paura che non mi scrivi più… ho fatto sesso facilmente anche con altri ragazzi, non saresti il primo”.

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Filippo: “Ho come il vago presentimento che oggi si tromba.”

.screen: “Ce l’ho pure io.”

Parliamo un altro po’. La ribacio. Le propongo di venire a casa mia. Accetta.

Casetta

Raggiungiamo la vespa. Saliamo e la riporto a casa. Cominciamo a salire. Vado in bagno, poi la bacio. Ci mettiamo sul letto. Inizio a spogliarla. Aveva davvero delle tette supreme. Erezione top level istantanea e comincio a trombarmela per bene.

Va come per togliermi la maglia e io cerco di tenermela.

Filippo: “Che cazzo se mi toglie la maglia le piglia un colpo che si prende malissimo ahahah”

.screen: “Continua a trombarla a martello così la smette”

La smette. A una certa comincia ad avere tipo delle convulsioni e viene una bordata di volte.

.screen: “Lo dicevo io che era una ninfomane. Che spettacolo.”

Veniamo poi assieme. Mi tolgo il preservativo. Le mostro la schiena per spiegarle e le prende malissimo ahah. Poi però si ripiglia e le faccio le coccole. Prendiamo sonno. Uno abbracciato all’altra. Per circa due ore. Una volta sveglio lo rifaremo un altro paio di volte. Le chiedo se la prossima volta se lo metteva un vestitino sexy che era davvero stupenda. Mi fa che ce li ha tutti dall’ex ancora, ma che a breve andava a recuperarli. Ottimo.

Le continuo a dire che mi piace un sacco.

Lei: “Non serve che lo dici”
Io: “No, non serve. Ho già fatto sesso con te e se ti rivedo non mi dà alcun vantaggio. Se lo dico è solo perché avrei voglia di rivederti e lo penso sul serio.”

Parliamo del più e del meno. E mi racconta di come abbia un vicino di casa con cui faceva sesso tra una relazione e l’altra come scopamico.

Lei: “Ma lui non capisce che a me ora va bene. Pensa che io ci sia ancora sotto. E invece vorrei solo farci sesso senza troppi problemi.”

.screen: “Se non fosse che di avere trombamiche non ce ne facciamo proprio niente, sarebbe anche una gran cosa.”

Filippo: “Dai almeno non ci rompe i coglioni se decidiamo davvero di rivederla.”

.screen: “Mhm, vedremo. Ti ricordo che dobbiamo fatturare. E già abbiamo deciso di rivedere #35. Se mi cominci ad abbassare le prestazioni mi incazzo.”

Filippo: “Tranquillo…”

Ci rivestiamo. Le presto una mia giacca che tremava come una foglia prima in vespa. E la riporto a casa sua. Poveretta, erano le 4.30 di mattina. Lei doveva iniziare a lavorare alle 8 stando tutto il giorno in piedi. Non la invidiavo.

Me ne torno a casa. Ho una sensazione strana. Mi era piaciuta davvero molto, ma non mi ero innamorato di lei. Era quasi strano. Ero forse diventato davvero una macchina? Ormai ne stavo trombando una in fila all’altra senza alcuna pietà. Ero diventato esattamente ciò che volevo. Ma dovevo ancora capire se la cosa mi stava piacendo. Il sesso era stato sicuramente bellissimo. Guardavo il soffitto, nella mia camera. Era però quello che volevo realmente?..