Diario già scritto

Sono scettico.
Ma ci provo lo stesso.

Alcune sono le stesse, altre sono mie.
Cominciamo.

Faccio io gioco delle domande difficili anche io.
@screen adesso siamo in due,

Perché non riesco a rimorchiare in discoteca?
Non so neanche da dove cominciare.
Ma cominciamo con il dire che non ho mai fatto ons nella mia vita, ci sono andato sempre vicino ma mai fino in fondo: ad ora le “quasi ons” sono 5.
Sono tutte avvenute in serate bellissime dove mi sentivo alla grande ed ero carico come poche altre volte nella mia vita e non il contrario (non sono state belle serate grazie alle q-ons, ma sono state belle serate quindi mi sentivo in grado di fare ons).
Considero, alla luce del mio passato, la discoteca la più grande violenza che io mi sia mai fatto: la più grande forzatura, il più grande sacrificio.
Se qualche anno fa mi avessero detto “tu andrai in discoteca. per rimorchiare” lo avrei considerato alla stregua di “gli asini volano e sparano raggi laser dalle narici”: non l’ho proprio mai considerato lontanamente come una cosa che potrei aver fatto.
Ma poi ho conosciuto il game.
E ho conosciuto Zema.
E la RSD.
E mazzi e cazzi vari.
E allora è cambiato tutto.
Io, sono cambiato.
In peggio.
Perché volevo diventare migliore.
Paradossale vero?
Perché io così non andavo bene (evidentemente perché se andavo bene da mo che scopavo) e dovevo cambiare in modo tale da diventare “quello che si scopa le fighe”.
Ma in realtà è sempre stato così, voglio dire, non sono mai stato me stesso nella mia vita: dovevo sempre essere qualcun altro, quello che è bravo a fare X, quello che piace agli altri, quello che è superiore… agli altri.
Insomma, niente di nuovo sotto al sole.
Eppure, così diverso.
Ma dove siamo finiti?
Allora… la discoteca. Bene.
Odio quella musica alta, odio lo spendere dei soldi per una sostanza inebriante dal sapore amaro e aspro che il giorno dopo ti fa stare male, odio le fighe che vanno a ricaricarsi le pile di autostima e odio tutti quei fottutissimi DJ che mettono la musica più brutta, inutile, arida, priva di significato ed assordante mai prodotta. E poi sono convinti di fare bella musica.
Come i bambini down che fanno un disegno tutto storto e lo guardano compiaciuti.
Come i narcisisti patologici che fanno schifo nel loro lavoro non avendo ottenuto mai un cazzo della vita eppure continuano a trattare male tutti sul posto di lavoro perché si credono i migliori.
Per carità, ci sono delle eccezioni… ma parliamo dello 0,1%.
E come se non bastasse quando sei lì devi pure fare finta di gradire la musica. Di gradire quel liquido orribile che altro non è che un veleno.
Anzi, la tecnica è proprio intossicarsi per diventare in grado di godere di un inferno del genere.
Non sono mai stato così sincero con me stesso riguardo quest’argomento.
Vi sembro esagerato?

Coming soon le altre domande.

Se chiudessi molto di più grazie alla discoteca cosa cambierebbe?
Perché non mi merito le 10?
Perché non mi merito di fare una cosa a tre?
Sei felice? E se no… perché?
Cosa vuoi fare con il lavoro?
Perché non sto ottenendo adesso tutto questo?

Ottimo, dunque la domanda dopo è:

perché hai violato la tua essenza per andare in discoteca? Perché è così importante il game per te?

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Perché, per essere sintetici, mi vergogno per quello che sono e devo fare di tutto per rappresentare il modello che piace alle ragazze.
Il modello da rimorchio standard diffuso in tutto il mondo occidentale è il discotecaro.
Io volevo rimorchiare quindi mi sono adattato, mi sono violato.

Perché, per arricchire le sfumature di prima, così come sono non mi accetto, me ne vergogno profondamente e allora devo fare qualcosa che allo stesso tempo mi da il vantaggio di essere acclamato e validato dagli altri e che mi da la sensazione di aver prodotto: aver alzato il contatore del laycount.

Prossime domande:
-perché ti vergogni? di cosa ti vergogni?
-chi ti ha fatto vergognare la prima volta?
-cosa non mi piace di me? cosa sono disposto a rinnegare?

E come sei? Perché ritieni che come sei sia sbagliato? E in cosa ritieni che il discotecaro sia meglio rispetto a come sei? Inoltre, perché ti interessa piacere alle ragazze?

Domande buone e interessanti.

Mi vengono così tante domande che non so dove cominciare.
Ho paura di cominciare perché poi a rispondere ad ognuna non mi basta una vita e io voglio vivermela, questa vita.

Sono tendenzialmente depresso ma non sempre, intendo che adoro la tristezza la trovo affascinante, erotica e addirittura piacevole e per questo sto sempre ad ascoltare musica triste a leggere libri tristi, storie tristi a cercare la tristezza nelle persone.
Non ha senso… o forse ce lo ha, mi fa sentire speciale. Si. La tristezza mi fa sentire speciale… una vittima, che se sei triste vieni accudito? Voglio solo un po’ di amore?

Poi ancora, sono introverso. Tanto. Così tanto da non avere mai incontrato nella vita qualcuno che lo fosse più di me, che alla mia stessa età o anche pochi anni in più avesse affrontato le mie stesse “battaglie spirituali”.

Non lo so.
Essere triste mi fa riflettere e l’essere stato triste per una vita intera mi ha fatto riflettere più del dovuto.

Perché volevo essere diverso? Unico&speciale?
E ora sono ancora più diverso degli altri.
così unico che non mi riesco a mischiare com gli altri.

E se fossi solo io a crederlo?
E se non fossi così diverso come credo? cioè diverso sì, ma per la maggiore son seghe mentali mie.

Perché a mio papà non sono mai piaciuto così come ero, perché aveva sempre qualcosa da ridire, perché non mi abbracciava mai, perché non stava mai con me. E adesso con la sua severità continua a perseguitarmi. Ancora lo sento che parla, nella mia testa, ogni sua critica, non gli sfugge il minimo dettaglio.
E io ho imparato a fare finta di niente per la maggiore ma continua a parlare e non smette.

Perché fin da piccolo piccolo mi hanno sempre escluso a scuola, in parrocchia, in qualsiasi gruppo di amici quindi forse c’è qualcosa di sbagliato… giusto?
Delle volte tornano a trovarmi i fantasmi del bullismo, mi attraversano e mi ritrovo lì: piccolo, indifeso, diverso, solo, triste e arrabbiato…

Ho in parte già risposto alle domande precedenti, ma vorrei approfondire questa cosa.
Il discotecaro si sa che funziona, cioè penso che sia, rispetto agli altri modelli, quello che scopa di più. A parte il ricco, ovviamente.
Ma diventare discotecaro è più facile di diventare ricco, giusto?
Forse mi sto sbagliando.
Spero.
Il fatto è che io ho voluto cominciare con il game per un solo motivo: visto che ambizioso come sono avrei voluto diventare ricco ed influente di sicuro acquisire delle soft skill sociali sarebbe stato propedeutico per la mia carriera futura.
E allora, una volta entrato in contatto con la community, tutti parlavano di questo modello come il più efficace e quindi mi ci son buttato la sopra.
Non importa il sacrificio, se serve mi sbatto.
e… credo non sia servito a questo punto.

Cioè, se partiamo dall’assunto che io non credo in me stesso e non mi stimo, alla prima persona che da fuori mi dice “tu devi fare come dico io per diventare migliore come vuoi tu” io abbocco subito.
Ed è esattamente quello che mi è successo: ho affidato tutta la responsabilità del caso ad un metodo esterno, ad un altro modello piuttosto che credere in me stesso ed accettarmi così come sono, che sarebbe stata l’unica cosa veramente utile.

Molto più facile credere che diventare qualcun altro ti faccia diventare migliore piuttosto che accettarti così come sei iniziando a sfruttare i tuoi punti di forza e le tue risorse, credendoci, no?

E invece aspettavo quel miracolo, quella pillola magica, quell’evento che mi avrebbe per sempre fatto accettare così come sono per quello che sono per potermi finalmente accettare.

Bisogna accettarsi così come si è, non perchè si è migliori quindi, per diventare veramente migliori.
Paradossale vero?
Catch 22

La storia è sempre quella: io voglio essere migliore, quindi se piaccio alle ragazze sono migliore, giusto?
Sbagliato: sono allo stesso tempo migliore e peggiore.

Se piaccio alle ragazze vuol dire che sono produttivo nel mio percorso di miglioramento, se non piaccio vuol dire che continuo a fare schifo come ho sempre fatto.
Ecco perchè è così importante.
Ed il fatto che sia così importante me lo fa diventare difficile.
Ed il fatto che sia così importante mi fa morire dentro ogni volta che qualcuno piace a qualche altra ragazza o che si scopa un’altra.

Non se ne esce cazzo.
Sono finito il una trappola.

Non si può essere migliori in tutto.
E’ una fantasia infantile carica di rancore e di rabbia.

Adesso provo a tirare giù un po’ di mantra

Io, nome e cognome, sono felice di vergognarmi
Io, nome e cognome, voglio vergognarmi di fronte a tutti
Io, nome e cognome, sono felice di vergognarmi di mio padre/madre
Io, nome e cognome, sono felice di vergognarmi perché faccio schifo
Io, nome e cognome, sono felice di vergognarmi per il resto della mia vita
Io, nome e cognome, sono fiero di vergognarmi
Io, nome e cognome, voglio vergognarmi dei miei genitali
Io, nome e cognome, sono felice di vergognarmi del mio corpo
Io, nome e cognome, sono felice di essere così brutto da vergognarmi

Io, nome e cognome, sono felice che non avrò mai i privilegi di un ricco
Io, nome e cognome, sono privilegiato
Io, nome e cognome, mi vergogno di essere privilegiato
Io, nome e cognome, sono felice di avere rinunciato a me stesso
Io, nome e cognome, sono felice che non mi accetterò mai
Io, nome e cognome, mi vergogno di essere ambizioso per colpa dei miei traumi
Io, nome e cognome, (sono felice di) mi vergogno dei miei traumi
Io, nome e cognome, sono fiero/felice di essere depresso
Io, nome e cognome, (sono felice di) mi vergogno di esistere
Io, nome e cognome, (sono felice di) mi vergogno/vado fiero dei miei traumi
Io, nome e cognome, sono felice di / mi vergogno di essere diverso
Io, nome e cognome, sono felice di disprezzarmi
Io, nome e cognome, mi vergogno /sono felice di essere speciale
Io, nome e cognome, mi vergogno /sono felice di essere una vittima
Io, nome e cognome, mi vergogno /sono felice di essere introverso
Io, nome e cognome, mi vergogno /sono felice di essere solo

Se ti piace la tristezza va bene. La felicità invece non ti piace?

L’introversione è correlata a quanto ti senti sbagliato. Più ti senti sbagliato, meno vuoi esporti al mondo per paura di essere giudicato e “buttato giù”. Non sei sbagliato perché sei introverso. Sei introverso perché ti senti sbagliato.

Se riuscissi a mischiarti con gli altri… la tua vita come cambierebbe? Riesci a immaginartelo?

Siamo tutti un po’ introversi… è che tu pensi di essere speciale perché pensi di esserlo più degli altri.

Prova a concentrarti sul pensiero che tuo padre non ti amerà mai. Prova a concentrarti sul pensiero che non ti darà mai affetto. Validazione. Approvazione o una carezza. Come ti senti?

Spesso abbiamo alte aspettative per i nostri genitori. Vediamo nei film delle famiglie provette e pensiamo “anche io voglio un padre così!”. Oppure “io sono sbagliato, mio padre non è così!”.

Quando in realtà… tuo padre è solo un essere umano. Uno di tanto altri. Magari a tuo padre non piaci. O gli stai sul cazzo. Sai a quante altre persone starai sul cazzo? Ci saranno però anche tante persone a cui piacerai.

La tua famiglia è chi ti scegli per te stesso. E’ chi scegli che ti renderà felice. Quella è la tua famiglia. Non quella che ti danno alla nascita.

Ti hanno escluso non perché c’è qualcosa di sbagliato in te, ma perché non valevi molto. Probabilmente la tua è una famiglia povera o comunque i tuoi genitori non ti davano molte risorse / affetto. Quindi essendo tu con poco valore / amore incamerato, le persone tendevano a rifuggirti. Però ti dico una cosa “triste”. Dovessi averne tanto non sarebbe meglio. A quel punto le persone ti cercherebbero non per darti altro valore… ma per rubarti il tuo. Quindi sotto certi punti di vista… meglio stare soli.

E’ il caso di molti ragazzi. Prova a visualizzarti cosa si provava… finché non riesci a esserne felice e a goderne quasi. Se riesci a spezzare così quel fantasma, poi sarai finalmente libero.

Anche io. In realtà è vero solo in parte.

Idem. L’unica differenza è che io l’ho fatto sei anni fa e per 5 anni di fila ho fatto solo questo.

Spoiler: alla fine non diventi ricco. E neanche felice. Impari solo a scopare delle troie di alcuna utilità.

Beh, anche accettare di fare schifo e cercare di migliorarsi va bene. Ok accettarsi, ma ci sta provare cose nuove.

E perché sarebbe un dramma se facessi schifo per tutta la tua vita fino all’eternità?

Molto belli i mantra.

Io, nome cognome, sono felice che sarò povero per sempre
Io, nome cognome, sono felice che è bello essere un fallito
Io, nome cognome, sono felice che sia bello venire bullizzato
Io, nome cognome, sono felice che sia bello venire escluso dai miei amici
Io, nome cognome, sono felice che sia bello che mio padre non mi amerà mai
Io, nome cognome, sono felice che che sia bello che mio padre odi qualsiasi cosa faccio

e ce ne sarebbero anche altri… ma diventa un po’ interminabile la cosa :slight_smile: ma spero che hai capito un po’ il metodo.

Com’è ogni tanto sovviene un nuovo prefisso ai mantra?
Che prima era “mi amo anche se”, poi “voglio”, poi “sono felice di” e infine anche “che sia bello”.
Mi ricorda quel fenomeno per cui ci si abitua a 0.99€ e allora adesso fanno 0.97€

Oggi ho pensato.
Cosa ne sa la gente di quello che ho passato?
Chi si crede di essere la gente?
Dopo quello che ho dannatamente passato?
Ho fatto cose che nessuno ha mai fatto.
Ho fatto cose che nessuno si sarebbe mai immaginato di fare.
E molte altre che la media non sa neanche che esistono.
Ho ragionato più di chiunque altro certi argomenti.
Eppure ?
A nessuno gliene frega una cazzo.
Ma proprio un cazzo.
Sembra che tutto ciò non valga niente, per nessuno.
Il problema è che non lo vale abbastanza neanche per me.
Vorrei del riconoscimento a volte.

Io, nome e cognome, sono felice che è bello che non sarò mai più riconosciuto.

A nessuno frega un cazzo di quello che io, nome e cognome, ho fatto nella vita.

A nessuno fregherà mai un cazzo di quello che io, nome e cognome, ho affrontato nella vita.

A nessuno frega un bel niente che ho rinunciato a me stesso, nome e cognome, pur di piacere agli altri.

io, nome e cognome, sono felice che i miei sforzi per essere visto sono tutti inutili.

io, nome e cognome, sono felice che è bello che nessuno mi vedrà mai.

io, nome e cognome, sono felice che è bello che a nessuno importa di vedermi.

io, nome e cognome, sono felice che è bello rimanere soli tutta la vita.

io, nome e cognome, sono felice che è bello che i più bei momenti della mia vita non torneranno mai più.

io, nome e cognome, voglio tornare stupido più di prima.

io, nome e cognome, sono felice che l’amore della mia vita/mio padre/mia madre non riconosca le mie fatiche

io, nome e cognome, sono felice che è bello che nessuno mi amerà mai per come sono davvero.

io, nome e cognome, sono felice che è bello che tutti mi odieranno per i miei sforzi.

io, nome e cognome, sono felice che è bello che l’amore della mia vita/mio padre/mia madre/tutti si dimenticheranno dei miei sforzi.

io, nome e cognome, sono felice che dimenticherò i mei sforzi perché non li ho mai ritenuti di valore.

io, nome e cognome, sono felice che è bello odiare i miei sforzi.

io, nome e cognome, sono felice che è bello che le fighe/l’amore della mia vita non apprezzi i miei sforzi.

io, nome e cognome, sono felice che è bello che le fighe/l’amore della mia vita mi illudano apprezzando i miei sforzi/la mia persona.

io, nome e cognome, sono felice di sforzarmi sempre più del dovuto.

io, nome e cognome, sono felice che è bello vergognarsi se non si fa meglio del dovuto.

io, nome e cognome, sono felice di essere il peggiore della classe/del mondo/di sempre.

io, nome e cognome, sono felice di sprecare i soldi di mio padre.

io, nome e cognome, sono felice di sprecare lo sforzo di mio padre perché non lo riconosco.

io, nome e cognome, sono felice di non riconoscere lo sforzo dell’amore della mia vita.

io, nome e cognome, sono felice che è bello ignorare le fatiche di mio padre/dell’amore della mia vita.

io, nome e cognome, sono felice che è bello ridere delle fatiche inutili di mio padre/dell’amore della mia vita.

io, nome e cognome, sono felice di (rovinarmi la vita a) controllarmi continuamente se sto faticando abbastanza.

io, nome e cognome, sono felice di essere masochista.

io, nome e cognome, sono felice di essere sadico con me stesso.

io, nome e cognome, sono felice di faticare per essere il migliore e poi fallire anche. (visualizzarsi la gente che ami, che stimi e che hai amato di più in cerchio che ti deride)

io, nome e cognome, sono felice che nessuno mi riconosca neanche di essere il peggiore.

io, nome e cognome, sono felice di rendere vani gli sforzi dell’amore della mia vita/di mio padre.

io, nome e cognome, sono felice di rendere vano l’amore dell’amore della mia vita/di mio padre.

io, nome e cognome, sono felice di rovinarmi la vita controllandomi continuamente.

io, nome e cognome, sono felice di essere la sentinella di me stesso.

io, nome e cognome, sono felice di fare il mio male credendo di fare il mio bene.

io, nome e cognome, sono felice che l’amore della mia vita/mio padre faccia il mio male credendo di fare il mio bene.

io, nome e cognome, sono felice di essere vittima di me stesso.

io, nome e cognome, sono felice di vivere in cattività/in gabbia.

io, nome e cognome, sono felice di venire frustato senza mai riposarmi.

io, nome e cognome, sono felice di venire frustato senza che nessuno riconosca il mio soffrire.

io, nome e cognome, sono felice di venire frustato senza che a nessuno importi delle mie fatiche.

io, nome e cognome, sono felice di portare molto rancore.

io, nome e cognome, sono felice di raccontare me stesso e di non essere ascoltato.

io, nome e cognome, sono felice di non credere in me stesso.

io, nome e cognome, sono felice di potermi affidare solo al sostegno precario delle persone che credono di amarmi.

io, nome e cognome, sono felice di non essere in grado di amare/mi.

io, nome e cognome, sono felice di rendermi la vita difficile.

io, nome e cognome, sono felice di valere meno solo perché lo credo.

io, nome e cognome, sono felice di darmi la zappa sui piedi con le fighe.

io, nome e cognome, sono felice di rovinare sempre tutto.

io, nome e cognome, sono felice di bruciarmi tutte le occasioni da solo.

io, nome e cognome, sono felice di sminuire il mio valore solo per rendere più difficile essere amato.

io, nome e cognome, sono felice di rendere tutto più difficile solo perché mi fa sentire importante.

io, nome e cognome, sono felice di usare i trucchi.

io, nome e cognome, sono felice di barare spregiudicatamente.

io, nome e cognome, sono felice di vincere facile.

io, nome e cognome, sono felice di sentirmi il migliore anche se non è vero.

io, nome e cognome, sono felice di essere premiato anche se non me lo merito.

io, nome e cognome, sono felice di non meritare nulla.

io, nome e cognome, sono felice di meritarmi tutto.

io, nome e cognome, sono felice di imbrogliare / essere un imbroglione.

io, nome e cognome, mi amo anche se sono un imbroglione

io, nome e cognome, mi amo anche se imbroglio l’amore della mia vita/mio padre

io, nome e cognome, mi amo anche se schivo la fatica.

io, nome e cognome, mi amo anche se vinco schivando la fatica.

La felicità me ladevo guadagnare… è quello che penso.
Suona come un autogol.

Sarei più normale. Anche troppo. Non sarei unico e speciale.
Ma sarei contento.
Contento e scemo.
Troverei le fighe con più scioltezza, ma sarebbero tutte storie comuni. Niente di speciale, niente di fuori dal comune…
Ma se tutti vogliono essere speciali, allora, nessuno è più speciale?

Rabbia, tristezza ormai poca. Ma la rabbia è tanta. Vorrei prenderlo a mazzate guarda, vorrei fargli capire che non ha capito proprio un cazzo della vita.
Oppure no, non vorrei farglielo capire… sono solo arrabbiato, in fondo lui mi piace così, con i suoi ideali, ma quello che mi fa star male è come abbia dovuto forzarmi ad essere come lui quando non è cos’ che stanno le cose.

E qui basta che sennò non finisco più coi mantra.
Poi provo a cacciarne anche da qui.

Eh non è una cosa che ho imparato, è una cosa che sto creando. Alcuni prefissi sto notando che sono più efficaci di altri :slight_smile:

La cosa che fa ridere è che ogni volta che faccio coaching mi dicono tutti così lol. Figa nessuno che dica “beh dai la mia vita è stata facile” ahah.

Non vale nulla per nessuno. L’importante è che valga per te. Altrimenti hai vissuto per gli altri. Senza motivo.

E cosa te ne faresti?

I mantra mi sembrano carini invece.

Perché un autogol?

Pensa, c’era #50 che ha visto il video che ho fatto con #42. E le ha preso malissimo… che la trattavo in modo esattamente uguale. Fotocopia. Identico… sono tutte uguali.

Uguali.

E anche noi…

Uguali.

O forse no?

Ti do un suggerimento: non c’è nulla da capire. Passiamo tutto il tempo a cercare di capire la vita… Quando non c’è nulla da capire. Al massimo da vivere. Quando vuoi capire qualcosa è quando pensi che qualcosa sia giusto o sia sbagliato. Non è giusto ne sbagliato. Esiste e basta.

Io, nome cognome, sono felice di essere forzato a essere uguale identico a mio padre
Io, nome cognome, sono felice di snaturare la mia esistenza.

Nuovo mantra hahaha

Perchè se me la devo guadagnare allora non me la merito come già così come sono?

Suona bene.

Deja-vu di un deja-vu: si torna a postare.

É tanto che non scrivo e dall’ultima volta di cose ne son cambiate molte, di esperienze ne ho fatte e di cose nuove ne ho capite e tante altre ne ho dimenticate.
Ho tante idee nella testa e seppur giá utili nella loro forma grezza una volta riorganizzate potranno esprimere il loro intero potenziale.

Questo “diario” si pone ora come un taccuino di appunti senza impegno fisso.

Argomenti che saranno trattati:

  • MERCATO
  • STILE RELAZIONALE
  • MINDSET LOVE - FRAME LIBERTÁ
  • “Frame LTR”

FRAME LTR
Una cosa che non ho mai capito di screen é cosa intendesse con questo termine, e anche ora conrinuo ad avere difficoltá ma dopo la lettura di un suo post oggi ho capito un altro pochino: “Il Frame LTR è intrinsecamente contemplato in questo schema. Cosa vuol dire? Che se agisco in ottica Frame LTR e quindi in ottica monogama, concentrerò tutte le mie energie su pochi set. Per poi, una volta trovata quella “giusta”, concentrerò tutte le mie energie su di lei.
@screen se hai qualche link prondo alla domanda da FAQ quasi mi sarebbe di buona utilitá :slight_smile:

Spesso nella mia esperienza pratica di relazione con nuovi esseri umani in contesti sociali (digitali e non) ho investito energie su piú fronti senza privilegiare un particolare target. Motivo? Paura probabilmente, investire in modo diffuso riduce il rischio ma riduce anche il potenziale profitto.
Paura di cosa? Di essere rifiutato, di perdere il valore investito (tempo, denaro, reputazione, ecc…), di perdere lei, paura di scegliere, paura di vincere e, nell’ottica di una vittoria finale, paura dell’amore.
Il solito discorso del freedoom from outcome.
Probabilmente anche pigrizia e inerzia nel permanere nella mia condizione di omeostasi.
Spesso anche perché non é che sono sempre in feste di questo gran calibro dove sono tutte megafighe o con un valore complessivamente alto e quindi il mio interesse é relativamente basso.

MA, concentrandosi solo sul locus interno e sui fatti: io perdo tempo con obbiettivi secondari piuttosto che prendermi la responsabilitá di scegliere per me stesso.
RESPONSABILITÁ = LIBERTÁ

Agendo in ottica value taker, piuttosto che ottica value giver, mi ritrovo ad aspettare che qualcuno lá fuori si prenda la responsabilitá di scegliere per me e, non avendo il controllo sulle scelte degli altri, ottengo quello che gli altri vogliono da me.
E no, se non sono io a scegliere ottengo quello che vogliono gli altri e magari pure scopo, ma scopo quella che voleva scoparmi e non quella che volevo scopare io, che magari voleva anche scopare me, ma sono andato con quella “facile”.

Sono restio ad investire in generale anche se conoscendomi ho grandi capacitá di investimento… cosí é come se avessi un freno a mano tirato tutto il tempo.
Va bene non investire su chiunque per non sperperare valori (tempo, denaro, potere, ecc…) ma anche non va bene investire su ció a cui non tengo veramente solo perché mi si presenta come situazione a basso investimento (di responsabilitá) che comunque poi mi verrá a costare valori nel lungo termine portanto profitti scarsi o di valore comparabilmente inferiore.
es. se fai date con le 6 perché il rate di chiusura é piú alto poi magari scopi ma hai finito il tempo che avresti potuto usare fare date con le 8/9
es 2. sono ad una festa e mi piace una 8 ma c’é la 6 che mi scopa con gli occhi quindi vado con la sei = ciao ciao 8

Quanto mi sento realizzato se vado con la 6? Quante possibilitá che ci faccio veramente una storia con la 6 piuttosto che con la 8?

==> invece di prendere da fuori ed adattarmi alle circostanze, spendere per adattare le circostanze al mio interesse

[approccio comportamentale]: cambio di paradigma e strutturazione dell’interazione nel contesto sociale in riferimento ad un singolo target deliberatamente determinato in accordo con la mia libera volontá in tempi piú che ragionevoli.

[approccio cognitivo]: focus sul processo (presente) e non sull’obbiettivo (futuro).
Per fare un parallelo, ho notato che se quando scopo inizio a pensare all’orgasmo come ad un obbiettivo da raggiungere allora mi blocco e non vengo piú fino a quando non cambio di nuovo idea e talvolta perdo anche l’erezione.
Per farne un altro di parallelo: quando suono ed inizio a pensare a come deve riuscire un dato passaggio (in ottica obbiettivo) finisco per sconcentrarmi e fare errori che se fossi stato concentrato sul processo avrei potuto evitare.
Motivo per cui il target si sceglie all’inizio e poi si pensa solo al processo, senza cercare di fare tutto contemporaneamente.


Un’altra motivazione sul perché indulga nell’azione (e ci pensavo ieri) é perché mi tiro indietro e mi autosaboto preventivamente per proteggere lei, l’oggetto del mio desiderio, da me stesso.
Ho paura di me stesso?
Sono cattivo?
La faró soffrire? (soffrirá comunque?)
Voglio fare il benefattore?
Ho paura di essere scoperto (sindrome dell’impostore)?
Ho paura di essere giudicato cattivo? Quindi rifiutato?
work in progress…

Sotto questo punto di vista ho fatto tanti passi avanti e tanti altri ne faró ancora: always forward!

STILE RELAZIONALE
Ultimamente segno punti come non mai ma non mi piace il “come” e la serie di compromessi ai quali devo sottostare pur di ottenere il “pass” mentale.
Questo deve cambiare: va benissimo essere gentili e sensibili ai bisogni di un’altra persona ma dover attuare meccanismi allo specifico scopo di compiacerla per ottenere determinati risultati é il limite da non superare.
Va bene anche la manipolazione in una certa misura, ma quando diventa la regola é un patto da non firmare.

Nascondere parti di me, opinioni e desideri in modo da essere accettato fa male a me e alle altre persone:

  • a me perché dal momento che mi relaziono con tante persone sostenere questo impegno tutto il tempo stanca, mi fa stare male (il contesto sottende che il me attuale non va bene) ed impersonare tanti diversi ruoli mi destabilizza mentalmente;
  • agli altri perché si ritrovano con una versione fittizia della realtá (o quantomeno instabile) che puó venire a mancare nel tempo portando ad inutile sofferenza, piú la delusione conseguente delle aspettative costruite su base fittizia, piú la dimensione psicologia dell’essere aggirati. ecc…

(Tutto il discorso intorno alle “bugie bianche”.)

Situazione ideale: senza condizioni ne compromessi.
Situazione reale: i compromessi saranno pur sempre presenti in un contesto di realtá, si faccia almeno di evitare quelli tossici, privilegiandone quelli orientati a valori come onestá e sostenibilitá nel tempo.

FRAME LOVE-FREEDOOM
Ho notato nella mia esperienza pratica che ció che piú di tutto ha contribuito alle mie migliori interazioni sociali di vario genere e relazioni é stato il pormi in uno stato di apertura all’esperienza e di libertá espressiva.
Creativitá, espressione, amore, contatto.
Quandi ce n’é uno ci sono tutti.

Piuttosto che inalberarmi su uno specifico blocco o inner talk, pippa mentale o ostacoli piú o meno immaginari, spostando l’attenzione sulle molteplici possibilitá di interazione con l’altra o le altre persone con attitudine giocosa mi ha portato alle piú coinvolgenti interazioni che abbia avuto.
Come dice anche Tyler in BPD “stare fuori dalla propria testa ed immergersi nell’ambiente circostante”: questo non é rimuovere l’ego quanto piuttosto é ridefinirlo dal convenzionale “io” ad un piú ampio contesto.
Non é lo stare nel presente tipo meditazione e portare l’attenzione al respiro e al corpo e alle sensazioni, é un cambio di paradigma da oggetto a processo.
Cioé non é che meditare non sia la stessa cosa, ma se stai interagendo con piú persone in una situazione caotica é piú utile pensarla in ottica processo.

Si tratta solo di cercare attivamente una possibile fidanzata e non una da scopare. Se ti chiedi come fa la gente a scopare subito, basta solo che si tolga il limite mentale di fidanzarsi con una ragazza che magari te la dà all’istante senza sapere nulla di te e a cui piace il cazzo a prescindere. Se il limite ce l’hai, ti tocca fare date e aspettare secoli.

Se trovi una che ti piace davvero poi rischi di perdere la tua libertà e di dedicarti anima e corpo al renderla felice. E magari pensi di non meritarti una che faccia qualcosa del genere per te. Quindi ti chiedi perché dovresti farlo ad altri.

Ne basta una di fidanzata, non ne servono milioni… :slight_smile:

Sei troppo meccanico e hai troppe seghe mentali da forum, ma ok. Già il chiamarlo “frame LTR” pensavo di chiamarlo solo “cercare una fidanzata” ma ormai l’ho sempre chiamato così e amen.

Altre seghe mentali. L’importante è sborrare. Poi se ti piace te la tieni. Chi ha scelto chi ha poca importanza. Facile o difficile ha poca importanza.

Altre seghe mentali. Tanto scegli in automatico. Se fai nofap ed è tanto che non scopi i tuoi standard progressivamente si abbasseranno cominciando a diventare realistici. A quel punto inizi a scopare quelle facili. Poi quando avrai la pancia piena, se quelle facili non ti soddisfano mentalmente, progressivamente alzerai l’asticella fino a una del valore pari al tuo.

Se non fai nofap invece ti fai un sacco di seghe mentali e non agisci e tanto vale che esci a figa perché tanto non chiudi nulla se non per culo o casualità.

Seghe mentali

Seghe mentali. Il miglior approccio è agire senza pensare, anche quando fai un deadlift o panca. E poi a posteriori capire cosa hai sbagliato e cercare di capire come avresti dovuto fare correttamente. Poi torni a non pensare e agisci di istinto.

Se non fai nofap non puoi agire d’istinto perché d’istinto i tuoi bisogni sessuali sono soddisfatti da modelle che fanno orge su pornhub. E la 7 che ti sorride dentro una maglietta consunta non ti fa ne caldo ne freddo. Mentre magari è la donna della tua vita.

Non fai nofap, sono tutte seghe mentali.

Pensi troppo. Così sarai sempre meccanico e costruito e non funziona niente in ogni caso.

A volte certe opinioni e pensieri sono disfunzionali. E nascondendoli puoi venire accettato. Ma a lungo andare comunque emergeranno (es: propensione per relazioni aperte).

Facendoli emergere subito magari finisci per attrarre persone con disfunzionalità simili alle tue di cui ti innamorerai più facilmente, ma faranno anche collassare la relazione più rapidamente.

In sostanza è irrilevante, tanto sono relazioni che collasserebbero comunque. L’unica soluzione è risolvere le disfunzionalità in modo da non avere neanche il problema.

Sei riuscito a farti le seghe mentali sul fatto che non farti le seghe mentali sia meglio :slight_smile:

Riassunto: seghe mentali e nofap

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