Diario di Deco - Ricostruzione

Stare fermi troppo a lungo uccide
Ho notato che ho fatto lo stesso errore di chi faceva solo una parte del Systema.

Ho rimosso il punto nevralgico di dolore principale. Quel dolore che mi ha portato a fare il Systema e ricercare un determinato tipo di risultati.

E di risultati ne ho ottenuti, e tanti.

Ma… ho smesso di crescere e migliorare. Pensavo di aver già raggiunto tutto, di aver finito il mio percorso… perché per la prima volta nella mia vita non soffrivo più e avevo… tutto quello che avevo sempre desiderato: sesso, donne a palate, relazioni affettive soddisfacenti, rotture di coglioni al minimo e un pò di ammirazione e invidia da parte dei miei coetanei.

Eppure sentivo che c’era qualcosa che non andava del tutto. Come se mi fossi avulso in un sogno dorato… sentivo di non essere più capace di soffrire… perché non mi era più necessario… dopotutto avevo vinto, avevo vinto tutto pensavo.

Quando vinci di continuo a un videogioco cambi videogioco perché ti rompi i coglioni.

Così ho provato a passare dalla figa ai soldi. In teoria il passo è breve, nella pratica e nel mio caso, è stato un pò diverso. Perché non avevo voglia di farlo in automatico? Perché non era facile come andare a figa e scoparsi le tipe?

In parte è perché non lavoravo già in modo consistente. Non avevo già una macchina semi automatica sforna soldi nè un’attività di cui pompare i risultati… nè semplicemente l’abitudine di lavorare.

Far partire tutte queste cose non è automatico. Devi obbligarti a soffrire, devi gestire rotture di coglioni che devi porre di tua buona volontà sulla tua strada.

Sarebbe stata la fine della mia tranquillità e io non volevo ancora rinunciarci perché non avevo ancora capito. Non avevo ancora capito del tutto quanto è bello soffrire.

Debunking - sofferenza
“Agli uomini dei quali mi importa qualcosa io auguro sofferenze, abbandono, malattie, maltrattamenti, disprezzo − io desidero che non restino loro sconosciuti il profondo disprezzo di sé, il martirio della diffidenza di sé, la miseria del vinto: non ho compassione di loro, perché auguro loro la sola cosa che oggi possa dimostrare se un uomo abbia o non abbia valore − gli auguro di resistere…” - N.

Non riuscivo più a soffrire per raggiungere un risultato. Soprattutto sul lungo termine la cosa era disastrosa, sul breve magari un piccolo sforzo ce la facevo a farlo.

Vedevo il dolore come una cosa negativa e la mia capacità di evitare il dolore e la sofferenza come un grosso traguardo che avevo raggiunto mentre in realtà stavo peggio e lo sapevo.

Non riuscivo più a crescere, non riuscivo più a tenere obbiettivi a lungo termine, avevo scarso autocontrollo anche su cose banali come il cibo.

Ma tanto che me ne fregava? avevo già vinto tutto, potevo fare quello che avevo sempre volevuto…

Fino a quando non ho realizzato quanto in piccolo stavo vivendo. Quante cose stavo mettendo da parte per evitare di provare un pò di dolore che poi tutto sommato… neanche mi dispiaceva provare.

Avere successo non significa rimuovere tutto lo stress. Significa poter scegliere che tipo stress sopportare. Sia in termini di sopportare stress per un ritorno di investimento, sia in termini di sopportare stress per piacere personale.

Un esempio banale è l’allenamento. L’allenamento è stress per definizione. Ma migliora la qualità di vita e la maggior parte delle persone finisce anche per innamorarsi di questa attività stressogena.

Debunking - vivere coi miei

Perché non me ne sono ancora andato di casa?

Nella mia testa era molto semplice: non ho abbastanza soldi.

Non ho abbastanza soldi per continuare a vivere come vivo ora… senza soffrire.

Eppure anche superando questo punto -accettando tutta la sofferenza- percepivo delle resistenze.

Avevo paura di lasciare casa perché qui ho tutto il tempo che voglio per imparare nuove skills, per fixarmi. Perché prima… mi sentivo sbagliato, troppo sbagliato e inadatto al mondo esterno per affrontarlo di impatto, per rischiare magari di fallire e in seguito dover tornare a casa. Sarebbe stato troppo. Ne sarei rimasto distrutto.

Allora mi nascondevo, nella mia cameretta, nella casa dove sono nato e cresciuto.

Io, nome cognome, sono felice di non rivedere mai più casa mia
Io, nome cognome, voglio morire perché non ho più nessun aiuto dai miei
Io, nome cognome, sono felice di non riuscire a cavarmela da solo
Io, nome cognome, voglio soffrire per sempre perché non ho più tempo per imparare
Io, nome cognome, sono felice che non avrò mai più tempo per fixarmi
Io, nome cognome, sono felice di soffrire per sempre a causa delle mie scelte

Debunking - aggressività

E’ da un pò che ho notato di essere poco aggressivo nella vita di tutti i giorni. Se serve non ho problemi a diventarlo ma nella mia testa è qualcosa da evitare. Mi sembrava okay, dopottutto a chi piace litigare?

A tutti, allora perché io evitavo la cosa? Forse dopo il Systema ero semplicemente più pacifico perché scopavo di più etc. Pensavo fosse okay finché non è venuta a trovarmi la ragazza americana che frequentavo.

I miei stavano parlando come sempre.

“Why are they fighting?”
“What do you mean? they are just talking”
“Oh I thought they were angry… and they keep talking a lot in a very aggressive way. I’ve felt like they’ve been fightining and arguing since I’m here”

Non me ne ero mai accorto… i miei genitori, orgogliosi di non avere mai veri e propri litigi… in realtà interagivano come se stessero sempre litigano… un litigio continuo e a bassa intensità!

Per questo in altre occasioni A. mi aveva fatto notare che continuavo a risponderle anche quando ero d’accordo… come se fossi in disaccordo. Mi aveva fatto notare la mia tendenza a polemizzare ma non mi aveva mai convinto fino a quel momento, perché per me quella era la norma e mi sembravano solo delle sue fantasie.

Perché per me quel continuo stress di sottofondo… era la norma.

Non mi stupisce che evitavo scontri maggiori tranne se necessario: ricevevo già la mia fetta di scontri su base giornaliera.

Proprio vero che sei hai sempre vissuto nella merda, manco ti accorgi che ci stai nuotando dentro… per lo meno finchè qualcuno non ti fa notare l’odore.

Debunking - Future Vision, pain pushes until vision pulls

Come ottieni una vision… un qualcosa che ti guidi verso il futuro?

And people were like:“How you doing?”
“I just exist, I’m bored, I have no purpose.”
And I actually went to therapy several years lateral and my therapist put it very usefully:“you lack MVP, you lack a meaningful value purpose which is critical to the human experience.”
I had no reason to be this, I had no reason to be Lyle either.

Come faccio ad essere sicuro che sia quello che voglio dopo che ho fatto un cambiamento di 180 gradi di me stesso in soli pochi mesi…

La risposta è: chi se ne fotte. Chi se ne fotte se faccio la scelta sbagliata e crepo o vado in bancarotta o in galera, chi se ne fotte se poi me ne pento e continuo a pensarci il resto della mia vita, chi se ne fotte se tutti finalmente si accorgono che sono un fallito. Perché tanto alla fine siamo tutti falliti.

L’unica cosa che conta è fare quello che percepisco come coerente in questo momento, in questo periodo della mia vita e dargli costanza… per farlo durare più a lungo… devo essere pronto a dare tutto per raggiungere l’obbiettivo che mi sono prefissato. Devo essere pronto a dare una gamba o metà della mia vita per raggiungerlo, essere pronto a sopportare più dolore di quanto abbiamo mai provato nella mia vita. E devo anche essere pronto a non farcela comunque, nonostante io abbia dato tutto e fallire come il più misero dei falliti.

Questo è l’unico modo per non cambiare idea da un giorno all’altro, è l’unico modo per non essere una bandiera che svolazza e cambia direzione a seconda di dove soffia il vento e riuscire ad oppormi pestano il mi sentiero con la forza dei miei passi.

E’ così che si forma una vision solida. Non arriva da sola, non è niente di magico, è semplicemente un motore che funziona alimentato a sofferenza.

New version
Sto riprendendo a pieno regime un sacco di cose: disegnare, suonare, meditare, allenarmi, lavorare… se ho tempo vado anche a sargiare… Imparare è essenziale, ma i libri di testo e la teoria sono veramente limitati. L’apprendimento deve essere esperienziale e pratico, la teoria aiuta ma di contorno (poi dipende dal campo, in medicina è il contrario).

Ad esempio faccio schifo a disegnare ma è una esperienza molto ricca perché insegna come impostare qualsiasi progetto.

All’inizio partivo dai particolari, ci mettevo un sacco a fare un disegnino ed era okay anche se le proporzioni si vedevano erano sbagliate.

Poi A. mi ha spiegato che bisogna partire dal generale facendo uno schema di dove sono le varie cose e un pò della forma degli oggetti. Solo in seguito riempire con i dettagli.

Sul lavoro come per qualsiasi progetto… è la stesa cosa: si parte dal dare una struttura generale e fare le parti più grandi e importanti al volo, per poi curare dettagli e qualsiasi cosa non sia strettamente necessaria solo in un secondo momento -se c’è tempo.

Rough estimate + deadline + main stuff + fill in the details (if there is time)

Give up tv series
Se vi piacciono le serie tv non c’è nulla di male. Per me purtroppo sono ingestibili, mi fanno perdere un sacco di sonno e devo vederle tutte di fila. Unico stratagemma che ho trovato per salvarmi è iniziare a guardare episodi facendo salti, se son preso proprio male guardo solo il primo episodio della stagione e l’ultimo. Probabile non ci capirai niente ma la serie sarà comunque rovinata. Prego :joy:

E’ difficile smettere di guardare film o serie tv di punto in bianco, soprattutto se ti hanno dato emozioni molto forti o se le usi come sistema di coping per avedere la realtà, le responsabilità e il dolore dell’avere un obbiettivo incessante che ti picchia in testa.

Quindi come dirgli addio, da un giorno all’altro e in modo definitivo?

E’ semplice: costruendosi una vita più interessante di una serie televisiva… più adrenalinica… più incisiva. Appena finito il Systema per me era così, poi mi sono abituato ai risultati che continuato ad avere di mese in mese, di settimana in settimana… fino a quando non sono diventati la nuova norma e ho ricominciato ad avere bisogno di uno stimolo extra. Se avessi continuato a crescere in modo graduale e continuo non sarebbe stato necessario.

Un bel plus è scrivere sotto forma di racconti le cose più belle e divertenti che ti succedono assieme alle riflessioni più interessanti.

Poi se riesci anche a integrare serie televisive nella tua vita ben venga. Per me sono troppo. In genere faccio una immersione totale nella narrazione, il problema è che per catturare la tua attenzione in modo costante ti forniscono una realtà frammentata, facendoti passare attraverso personaggi ed episodi in modo troppo breve e superficiale. Così quando provo a riimmergerti nel mondo circostante ti sembra che la realtà sia buggata, frammentata… che faccia schifo… mentre invece sei tu che stai seguendo un modello di percezione di realtà falsato.

Leggere è meglio. La tua mente genera personaggi e ambientazioni, i personaggi sono meglio caratterizzati e anche se ci sono un pò di trick per catturare la tua attenzione, sono nulla in confronto a quello che puoi fare con un video. Così i rischi di perdere ore di sonno o creare una percezione falsata della realtà decrescono enormemente.

Ancora meglio è scrivere. Fissi meglio esperienze e insegnamenti che sennò dimentichi. Si lo so che pensi di ricordarteli, ma è solo perché sono appena successi.

Oltre a diventare una memoria di backup esterno ti permette anche di collegare meglio i concetti e avere intuizioni in fase di scrittura che sennò non avresti.

Progresso (troppo) graduale
Il concetto di progresso graduale (da cui nasce quello di progresso iterativo-incrementale) è fondamentale per capire come crescere in modo strutturato, senza giocare alla roulette russa.

I problemi sorgono quando si esaspera e manipola questo concetto perché è abbastanza vago e anche se è un principio che ritengo molto potente non è una regola assoluta.

Nel mio caso stavo continuando a fare le cose in modo troppo graduale perché… più gradualmente fai una cosa e più è facile farla e meno probabilità c’è di fallire… di sentirmi un fallito.

Dopo il Systema non me ne frega più niente ma il frame conscio era ancora lì… mi sembrava un metodo che aveva senso per raggiungere progressi… invece era solo un frame disfunzionale dettato da blocchi del passato.

All’epoca sentirmi un fallito per me era una crisi esistenziale, insopportabile, inaccettabile. Quindi ha senso che mi sono creato questo frame entro cui operare. Non è il massimo ma è qualcosa che mi dava qualche risultato e soprattutto mi evitava di soffrire livello suicidio ogni volta.

Purtroppo si sono creati degli inconvenienti che mi sono tirato dietro fino a qui. Ad esempio sul fronte tempistiche perché si rischia di metterci troppo se si rende tutto troppo graduale. Poi io spesso quando mi interrompevo perché non ce la facevo più… pensavo di dover ricominciare tutto da capo, perché avevo paura che ricominciando da dove avevo lasciato avrei subito fallito di nuovo (sofferenza ^infinito :joy:).

Questo schema d’azione non ha senso.

Alcune giornate non vanno come previsto e non farai un cazzo. Okay, normale. Non è che hai fallito il tuo schema e devi ricominciare da capo, ti serviva uno o più giorni off per fare deloading. Ora dovresti essere in grado di ripartire circa al livello precedente… forse sei addirittura migliorato nella gestione dello stress (un pò come quando ti prendi un periodo di pausa dall’allenamento… poi riprendi ad allenarti pensando di essere peggiorato e… sei migliorato, in ogni caso se non avessi preso quel periodo di pausa probabilmente avresti stallato prima e avresti avuto meno miglioramenti nel complesso).

A volte puoi ripartire a metà percorso, a volte da dove hai lasciato… ma è veramente veramente raro dover ricominciare da capo.

Quindi in sintesi:

  • va bene fare le cose graduali, ma è meglio farle il meno graduali possibili perché non hai tutta la vita per arrivare al risultato finale. Se ce la puoi fare senza nessuno step intermedio, perché non farlo tutto di colpo? Frammenta solo se effettivamente serve per le tue capacità e il tuo livello. Soprattutto via via che ottieni una expertise in un settore… frammenta sempre meno. E considera che poni le fondamenta della tua esperienza già con le prime ore e i primi giorni che passi a fare un’attività. Mira a fare passi sempre più grandi.
  • se ti senti di merda prenditi tutto il tempo off che ti serve e rilassati che non muore nessuno. Poi riprendi da dove hai lasciato che non hai perso nessun progresso e anzi probabilmente ci hai guadagnati in prestazioni.

Umiliazione materna
Mia madre è una di quelle madri OCD che non è mai soddisfatta di nulla perché gli è stato insegnato ad essere così. Quel tipo di madre a cui quando fai vedere la verifica in cui hai preso 9- ti risponde “peccato che non hai preso 9, devi studiare per eliminare quel meno” senza farti nessun complimento.

Questa dinamica si specchia su di mio padre oltre che su di me. Pensavo di aver già affrontato questi blocchi ma spulciando fra i mantra già fatti ho trovato ben poco anche se con il modulo manie ossessivo compulsive un pò si attacca il problema.

Andando più nello specifico.

Io, nome cognome, amo che mi madre mi faccia notare tutti i miei errori
Io, nome cognome, voglio che mia madre mi distrugga davanti a tutti
Io, nome cognome, voglio distruggere mia madre davanti a tutti
Io, nome cognome, voglio che mia madre mi umili in pubblico
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non sia mai soddisfatta del mio lavoro
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non mi possa amare perché non sono abbastanza bravo
Io, nome cognome, amo mostrare i miei errori a mia madre
Io, nome cognome, amo sentire le critiche di mia madre
Io, nome cognome, amo che mia madre mi critiche quando non sono presente
Io, nome cognome, sono felice che tutti pensino che mia madre mi odia
Io, nome cognome, voglio che mia madre ammetta davanti a tutti che sono solo un peso per lei
Io, nome cognome, sono felice che mia madre mi abbandoni davanti a tutti perché sono solo un peso per lei
Io, nome cognome, amo mia madre perché qualsiasi cosa che faccio è sbagliata
Io, nome cognome, sono felice che non mi sentirò mai amato per colpa di mia madre
Io, nome cognome, voglio fallire sempre e comunque
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non apprezzi mai i miei sforzi
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non mi voglia bene per quello che sono
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non mi abbia mai amato
Io, nome cognome, sono felice che mia madre mi ha rovinato per sempre
Io, nome cognome, sono felice che mia madre mi odi perché non sono abbastanza
Io, nome cognome, sono felice aver deluso tutte le aspettative di mia madre

Poi vanno specchiati al negativo per non interiorizzare che va bene così e che si è realmente amati quando si viene criticati inutilmente. Se non si fa così si rischia di sviluppare un feticismo per l’umiliazione (ce l’hanno l’80% delle persone).

Io, nome cognome, odio che mi madre mi faccia del male
Io, nome cognome, odio che mi madre mi faccia notare tutti i miei errori
Io, nome cognome, mi fa incazzare nero che mia madre provi a distruggermi davanti a tutti
Io, nome cognome, mi rifiuto di distruggere mia madre davanti a tutti
Io, nome cognome, odio che mia madre mi umili in pubblico
Io, nome cognome, sono incazzato nero che mia madre non sia mai soddisfatta del mio lavoro
Io, nome cognome, odio mia madre perché non sono all’altezza del suo amore
Io, nome cognome, mi rifiuto di mostrare i miei errori a mia madre
Io, nome cognome, odio sentire le critiche di mia madre
Io, nome cognome, odio che mia madre mi critichi quando non sono presente
Io, nome cognome, sono arrabbiato che tutti pensino che mia madre mi odia
Io, nome cognome, ho paura/odio che mia madre ammetta davanti a tutti che sono solo un peso per lei
Io, nome cognome, odio mia madre perché qualsiasi cosa che faccio è sbagliata
Io, nome cognome, sono triste che non mi sentirò mai amato per colpa di mia madre
Io, nome cognome, mi rifiuto di fallire sempre e comunque
Io, nome cognome, sono distrutto perché mia madre non apprezza mai i miei sforzi
Io, nome cognome, odio che mia madre non mi voglia bene per quello che sono
Io, nome cognome, mi odio perché mia madre non mi ha mai amato
Io, nome cognome, sono incazzato nero perché mia madre mi ha rovinato
Io, nome cognome, voglio uccidere quella troia di merda
Io, nome cognome, voglio stringere forte la mamma e dirle che le voglio bene
Io, nome cognome, odio mia madre perché mi odia perché non sono abbastanza
Io, nome cognome, odio deludere tutte le aspettative di mia madre

Io, nome cognome, odio mia madre perché mi fa soffrire
Io, nome cognome, odio mia madre perché non mi vuole bene per davvero
Io, nome cognome, odio mia madre perché ama farmi soffrire

Io, nome cognome, mi rifiuto di far notare a mia madre tutti i suoi errori
Io, nome cognome, odio umiliare mia madre in pubblico
Io, nome cognome, sono triste perché non sono mai soddisfatto del mio lavoro di mia madre/di quello che fa mia madre
Io, nome cognome, mi odio perché non riesco ad amare mia madre per quello che è davvero
Io, nome cognome, mi odio perché faccio soffrire mia madre
Io, nome cognome, mi odio perché non voglio davvero bene a mia madre
Io, nome cognome, mi odio perché amo far soffrire mia madre
Io, nome cognome, odio quando faccio soffrire mia madre
Io, nome cognome, odio che mia madre mi mostri i suoi difetti
Io, nome cognome, odio mia madre perché mi nasconde i suoi errori
Io, nome cognome, odio mia madre perché lei non riesce a fare errori
Io, nome cognome, odio che mia madre ascolti tutte le mie critiche
Io, nome cognome, odio criticare mia madre quando non è presente
Io, nome cognome, odio che tutti pensino che odio mia madre
Io, nome cognome, mi rifiuto di ammettere davanti a tutti che mia madre è solo un peso per me
Io, nome cognome, odio mia madre perché qualsiasi cosa che fa per me è sbagliata
Io, nome cognome, sono disperato perchè mia madre non si sentirà mai amata per colpa mia
Io, nome cognome, mi rifiuto di apprezzare gli sforzi di mia madre
Io, nome cognome, odio non volere bene a mia madre per quello che è davvero
Io, nome cognome, odio non aver mai amato mia madre
Io, nome cognome, odio che ho rovinato mia madre per sempre
Io, nome cognome, odio mia madre perché non è abbastanza
Io, nome cognome, odio che mia madre deluda tutte le mie aspettative
Io, nome cognome, mi rifiuto di far sapere a mia madre che ha deluso tutte le mie aspettative

Io, nome cognome, odio/amo che mia madre fallisca sempre e comunque
Io, nome cognome, voglio far sentire mia madre apprezzata
Io, nome cognome, voglio far sapere a mia madre che ogni cosa che fa è giusta
Io, nome cognome, voglio far sapere a mia madre che lei è abbastanza per me
Io, nome cognome, voglio dare a mia madre tutto l’affetto di cui ha bisogno
Io, nome e cognome, mi rifiuto di far soffrire mia madre

Questi meno importanti a livello umiliazione, c’è lo switch di prospettiva ma diventa simile a un modulo carnefice fatto sulla mamma:
Io, nome cognome, voglio far notare a mia madre tutti i suoi errori
Io, nome cognome, voglio umiliare mia madre in pubblico
Io, nome cognome, sono felice di non essere mai soddisfatto del mio lavoro di mia madre
Io, nome cognome, sono felice di non riuscire ad amare mia madre perché non è abbastanza brava
Io, nome cognome, amo che mia madre mi mostri i suoi errori
Io, nome cognome, amo mia madre perché mi nasconde i suoi errori
Io, nome cognome, amo mia madre perché lei non fa mai errori
Io, nome cognome, amo che mia madre ascolti tutte le mie critiche
Io, nome cognome, amo criticare mia madre quando non è presente
Io, nome cognome, sono felice che tutti pensino che odio mia madre
Io, nome cognome, voglio ammettere davanti a tutti che mia madre è solo un peso per me
Io, nome cognome, amo mia madre perché qualsiasi cosa che fa è sbagliata
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non si sentirà mai amata per colpa mia
Io, nome cognome, voglio che mia madre fallisca sempre e comunque
Io, nome cognome, sono felice di non apprezzare mai gli sforzi di mia madre
Io, nome cognome, sono felice di non volere bene a mia madre per quello che è davvero
Io, nome cognome, sono felice di non aver mai amato mia madre
Io, nome cognome, sono felice di aver rovinato mia madre
Io, nome cognome, sono felice di odiare mia madre perché non è abbastanza
Io, nome cognome, sono felice che mia madre deluda tutte le mie aspettative
Io, nome cognome, sono felice di far sapere a mia madre che ha deluso tutte le mie aspettative

Schema grappolo umiliazione:
Succede quando il genitore, spesso di sesso opposto, ti fa notare molto spesso i tuoi errori e ti critica. Così inizi a confondere l’umiliazione per amore e affetto… la critica continua ti crea un vuoto di amore e affetto, finché la critica non diventa amore e affetto essendo l’idea che i tuoi genitori possano non amarti inaccettabile.

Critica/umiliazione dal genitore spesso del sesso opposto:
-> nella testa della persona significa che non gli vuole bene
-> non può accettarlo
-> trigghera il blocco
-> non potendo accettare uno scenario… allora deve essere quello opposto
-> nel processo il secondo scenario vieni amplificato ed estremizzato dal vuoto di validazione e amore che lo precede