Diario di Carlo + Mantra

L’appuntamento col chirurgo è stato fissato, ma rimandato di alcuni giorni. Finalmente il paziente si stende sul letto ed è pronto. L’anestetico gli rallenta il respiro, chiude gli occhi… immagini cominciano a comparire sul fondo delle sue palpebre chiuse. Il Chirurgo entra in stanza. Alza il bisturi e lo scaglia contro il paziente… lo apre in due e comicia a tagliare pezzi di carne e muscoli dalla cassa toracica. Toglie pezzi di viscere nere con grande fatica. Il paziente piange e soffre, bagna le lenzuola. Il chirurgo taglia anche pezzi che il paziente crede siano importanti, ma dimostra una grande abilità e così lascia fare. Infine stacca, sposta, incolla, sutura e chiude.

L’innesto è riuscito? Il paziente è guarito?
Il paziente si sveglia… è come se lo avessero colpito in testa. Gli viene da sboccare. Una dormita gli farà bene. Si chiede se questa volta sarà diverso… o se il suo corpo rigetterà l’operazione e dovrà tornare sotto i ferri… un’altra volta ancora.

Diario di Carlo

  1. Non mi interessa scopare. Sono rimasto solo così a lungo che ho accettato la cosa. Eppure ancora nascondo il desiderio di essere amato, apprezzato dagli altri.
  2. 7 anni. Alessandra mi porta in bagno, è emozionata. Chiusi dentro mi chiede chi mi piace. Sono innamorato di lei. Mi vergogno a dirglielo. Le faccio una lista di ragazze… concludo con “e poi anche tu”. Stupido, perché l’hai messa in fondo alla lista. Lei mi dice che le piacevo io e altri due, esce dal bagno. Non ci sarà mai niente fra noi.
  3. 13 anni. Lascio due ragazze a cui tenevo perché pensavo che gli altri pensavano che erano brutte. Non lo erano.
  4. 14 anni. Periodo di nerd assurdo, isolamento sentimentale.
  5. 17 anni. Decido di uscire. Bacio una ragazza, ci fidanziamo. Lo facciamo per la prima volta. Panico totale, cazzo piccolo, ansia. La lascio per lo stress dopo poco.
  6. 19 anni. Fuori da casa. Scopro l’ipnosi. Scopro che gli altri mi vedono molto meglio di come mi vedo io. Comicio ad aprirmi, faccio rissa spesso. Tuttavia mi boicotto ogni relazione.
  7. 21 anni. Erasmus in portogallo. Generosa borsa di studio=vita senza pensieri. Conosco una spagnola, ONS. Questa volta mi godo ogni istante, nel toccarla, nel baciarle il corpo, nel farmi baciare, e anche lei. Complice l’alcol non mi viene duro… ma la mattina dopo lo facciamo. Ci frequentiamo, è bello ma soffro di eiaculazione precoce. Lei viene strusciandosi su di me. Mi ama e io no. La lascio tronati dall’erasmus.
  8. 22 anni. Capisco che tirare fuori tutto è la via. Comincio a rompere tabù, a dire pubblicamente le mie paure. Bacio la mia amica F. per gioco. Mi innamoro. Le apro il mio cuore. Gioco a carte scoperte. Lei con me non ci sta. Me ne frego. Ogni volta che la vedo raggiungo delle emozioni sempre più forti. Arrivo al limite senza spezzarmi. Soffro e muoio per rinascere la volta successiva.
    A un certo punto penso di non farcela più. Le dico che credo che siamo una cosa sola… nessuna reazione. Torno a casa, rotto.

Racconta le tue paure al tuo migliore amico e al tuo peggior nemico. Uno dei due ti aiuterà a superarle.

Leggo .screen. Riprogramma il tuo cervello per diventare invincibile.
Capisco tutto. Metto le cuffiette e ascolto l’audio nell’articolo. …stai scendendo nelle parti più nascoste di te… nei lati che hai cercato di nascondere con così tanta cura fino a questo momento…
…c’è un divano rosso… ti stendi… è comodissimo e ti avvolge…
Scoppio a piangere, grido, sbavo. Sento una grande sofferenza… ma è una sofferenza positiva, liberatoria. In ogni caso non ho il controllo, non potrei fermarmi. Più piango e mi piego nel letto… più sento i muscoli rilassarsi. Le gambe irrigidite da anni magicamente si sciolgono. Appena trovo un minimo di lucidità parto:

Io sono felice di aver perso per sempre la donna della mia vita. Lo rendo più vivido possibile… continuo a piangere senza controllo. Dopo circa un’oretta dall’inizio di tutto mi calmo. C’è solo silenzio e una sensazione di pace che non provavo da anni, forse mai. Decido di sfruttare la situazione per risolvere un altro problema che avevo.

Io sono felice di studiare all’università X. Sento i conati di vomito. Il mio corpo si rifiuta di prendersi sto malloppo. Afferro il mantra e me lo spingo a forza in gola. mi viene veramente da sboccare. Questa volta non è liberatorio, sta andando a forzare tutto il sistema di credenze rafforzato in anni. Lo tengo giù più che posso, finchè il disgusto non svanisce quasi del tutto.

Sono esausto… bevo dell’acqua e dormo fino al giorno successivo.

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Introduzione

Ho deciso di condividere qui qualche mantra nel caso fosse utile a qualcuno, la trascrizione del big-T fatto durante il workshop a Milano, e qualche report.
Vi racconterò anche come ho fatto a spingere fino al punto da procurarmi due attacchi di panico.

P.S. Ho appena aperto il diario di screen e ho scoperto che c’è una tonnellata di roba e mantra che pigliano male, quindi avrò un sacco di lavoro da fare (e magari altri attacchi di panico) :joy:

Ciao bro. La tua situazione purtroppo non sembra facilissima. Sono contento però che tu dopo aver fatto gli esercizi stia meglio. Ti mando un abbraccio forte e tieni duro. Ci sono anche altri diari dove puoi trovare tanti mantra, come quello di ansil. Puoi prendere spunto dal lavoro che ho fatto con lui nella speranza che ti possa essere utile. Daje

Il mondo è un sistema perfetto di forze, dove forze agenti in direzioni opposte interagiscono a determinare il risultato.

E il cervello umano non fa eccezione. Perché una persona a un certo punto decide di CAMBIARE, rinunciando a parti di sè, rinunciando all’ego? Perché una persona dovrebbe fare il systema?Perché la sofferenza che sta provando è maggiore del suo attaccamento a se stesso. Pur di smettere di soffrire, è disposto a rinunciare ad una parte molto profonda di sè, qualcosa che aveva sempre fatto parte di lui. Pur di stare bene è disposto a soffrire ancora di più.

Per diventare grande devi rinunciare ai tuoi peluche.

Perché una persona smette di fare il systema? Perché rinunciare a una parte di sè non ha un payoff abbastanza alto. Non c’è abbastanza sofferenza da alleviare, la persona si accontenta e l’ego e la pigrizia hanno il sopravvento.

Ormai è un po’ che non faccio più systema. Sto abbastanza bene da non aver voglia di mettermi lì a farmi i mantra e soffrire. Per ora perché probabilmente tornerò ad averne bisogno. Ho interiorizzato un po’ il concetto. Cioè cerco di accettare tutto quello che mi provoca disagio, senza reagire o fuggire.

Questo è quanto ho raccolto in sei mesi (gennaio/giugno) di lettura del blog di .screen. Cerco di riportare in ordine ma è tutto molto sparso. E beh, in conclusione grazie .screen, anche perché c’è davvero tanto su cui riflettere alla base del systema.

flo (La ragazza di ottobre/gennaio)

Come mi sento? (pensieri liberi)

Sono un coglione perché ho mandato a cagare flo e ora non resta niente nella mia vita
perché volevo lei e nessun altra

Sento che ho molte possibilità di crescita e non le sto sfruttando nella maniera giusta, anzi studiando robe che non mi interessano. Da che parte deve evolversi la mia vita? cosa voglio fare davvero?

sono preso uno straccio peggio di così non può andare. Beh potrei fare il muratore ed essere costretto a spalare malta…
ma comunque. Poi non devo guardare i social prima delle 12.

Vai in profondità guarda ancora più in basso

Ti amo amore. Io ti amo ancora

La timidezza non è la paura di lasciar entrare cose ma di lasciar uscire il nostro interiore


Io, nome cognome sono felice di aver ferito F
Io, nome cognome sono felice di innamorarmi e non essere ricambiato
Io, nome cognome sono felice nel prendermi tutta la merda del mondo
Io, nome cognome sono felice di aver perso l’amore della mia vita
Io, nome cognome, sono felice di innamorarmi delle ragazze che non conosco
Io, nome cognome, sono felice di distruggere le persone che amo
Io, nome cognome, sono felice di farmi vedere da tutti
Io, nome cognome, sono felice di farmi vedere triste
Io, nome cognome voglio farmi vedere triste

Io, nome cognome, sono felice di essere visto come uno sfigato che non fa niente della sua vita
Io, nome cognome, sono felice di essere noioso

Io, nome cognome, sono felice che F. mi manchi tantissimo
Io, nome cognome, sono felice che mi tradisca con il peggiore dei nemici


Si hai ragione. Voglio scopare.
Anche perché la serata alla lavanderia è stata la copia di tante serate già vissute

E a letto ci eravamo detti, la cosa più naturale fra noi sarebbe farlo

Io nome cognome sono felice di scaricare le persone che amo
Io nome cognome sono felice di insultare le persone che amo

Scopo a sfregio
Io nome cognome sono felice di essere un truffatore
Io nome cognome sono felice di vendere bene il mio cazzo e scopare male
Io nome cognome sono felice che le ragazze restino deluse dalla mia prestazione
Io nome cognome sono felice che le ragazze restino deluse dal mio scam


maggio: flo mi faceva sentire importante, cioè mi sembrava che quelle che facevo per lei fosse il meglio che davo. Ogni azione era bella e sapevo che sarebbe stata apprezzata.

Io, nome cognome, sono felice di non essere speciale
Io, nome cognome, sono felice che gli altri non mi considerino importante
Io, nome cognome, sono felice che gli altri mi denigrino
Io sono felice che gli altri mi apprezzino (ora sento quel colpo al cuore come quando faccio una barzelletta riuscita)
Io, nome cognome, sono felice che gli altri non mi apprezzeranno mai

BIG-T workshop milano

Non avendo un main big T, ho scelto un evento che ancora aveva una certa forza nella memoria

Costretto a baciare

Ero alle medie, in seconda e avevo cominciato una storia tenera con S., e le volevo bene. Il mio amico a. già aveva la fidanzata e noi saremmo stati la seconda coppia. Un giorno in cortile durante la ricreazione io e la S. stavamo parlando in un angolo, vicino alla parete del giardino e gli altri compagni ci sono venuti intorno (almeno 4/5) e ci hanno chiesto se ci piacevamo (tipo matrimonio) e io ho detto, in maniera pavida, un po’ mi vergognavo, che anche S. mi piaceva e allora tutti hanno detto allora baciatevi. e in quel momento ho sentito un buco nello stomaco (le budella stringersi) perché non volevo baciarla, in verità non lo volevo, tantomeno davanti a tutti. Però gridavano bacio bacio bacio e allora alla fine dalla vergogna l’ho baciata a stampo. A ripensarci ci faceva un po’ schifo.

Aggiunte: ricordo i sassi del cortile

a volte rivivo

Mi sembrava sbagliato

Perché le bambine sono sacre

Discussione: Parlando mi sono accorto che quella sensazione era legata a un’altro evento precedente (non senza fatica a dirlo), e quindi non ho riscritto il primo ma sono andato direttamente al precedente. Mi sono rilassato per riscriverlo

mia sorella

Avevo sentito parlare di bacio, avevo tipo 6 anni, e volevo provare però forse e *parola incomprensibile* ero un po’ in disparte e allora ho deciso di provarlo con mia sorella di due anni più piccola. Eravamo a casa in camera mia e stavo masticando una cingom ed era pomeriggio e la luce filtrava dalle tende e ho chiamato mia sorella ed ero curioso e le ho spiegato che le stavo per mettere la cingom in bocca e lei mi fa perché carlo, allora le ho detto che era per giocare, come si fa con le sorelle per fargli fare le cose. e allora le ho preso la testa, ho tirato fuori la gomma dalla bocca e con i denti (o con la lingua?) gliela ho passata. poi ho visto che non le piaceva il gioco e se ne è andata. Mesi dopo ho scoperto che baciare la propria sorella era sbagliato e mi sono sentito in colpa e non volevo che nessuno sapesse quello che avevo fatto. Quando me l’hanno detto mi ha colpito e sono sentito una merda e mi vergogno un sacco.

A quel punto ho elaborato mentalmente dei mantra e li ho fatti al volo, che si sono rivelati parecchi forti e quindi ho cominciato a sudare, si sono tese le mani e stavo per avere un attacco di panico come ricorderà il buon .screen, che si stava cacando sotto ahaah

Io , nome cognome, sono felice di baciare mia sorella
Io , nome cognome, sono felice di scopare con mia sorella
Io , nome cognome, sono felice che tutti sappiano che bacio mia sorella
Io , nome cognome, sono felice di dire a mia mamma che ho baciato mia sorella
Io , nome cognome, sono felice che i miei genitori sappiano che ho baciato mia sorella


P.S. Dopo del tempo mi sono reso conto che ho smesso di farle male per baglio. Prima mi capitava che involontariamente la spingevo o le facevo dei dispetti, ora zero.

pensieri sparsi

Con alcuni mantra relativi

Eh sei un uomo… (sospirando)
Mia madre non vuole che diventi un uomo

A casa il papà si fa comandare dalla mamma/ è in balia dei suoi capricci

Approvazione dei genitori


Da bambino mi dicevano “Le bambine non si toccano nemmeno con una rosa”

Io, nome cognome, sono felice di toccare le bambine


mi dicevano “Non fare scemenze”

Io, nome cognome, sono felice di essere esuberante a casa degli altri bambini
Io, nome cognome, sono felice che mia madre regali i miei giocattoli preferiti agli altri bambini


Mamma su papà: “traditore”


Ero in camera e stavo sentendo i miei che scopavano e mi è sembrata una cosa sbagliata.

Perché immaginavo mia mamma farsi scopare


Mi stavo costringendo a studiare, e il mio cervello provava in tutti i modi di impedirmelo

Mamma sto male, mi viene da chiamare la mamma

trucco: fare finta che sia difficilissimo, impossibile e di riuscirci a malapena

“non lo voglio fare perché voglio andare a viaggiare”


mi rendo conto che a volte penso in maniere diverse.

cambia situazione e settimana e ho pensieri molto contrastanti. O mi vedo come un figo e sono carico oppure sono triste e mogio. Non mi viene voglia di scopare e starei solo.


Io sono felice che mia sorella sappia che ho una fidanzata
Io, nome cognome, sono felice di avere sensi di colpa
Io, nome cognome, sono felice di mostrare il mio amore
Io, nome cognome, sono felice di sborrare in faccia alle ragazze
Io, nome cognome, sono felice di invadere lo spazio personale altrui
Io, nome cognome, sono felice di svagliare
Io, nome cognome, sono felice di sbagliare in maniera clamorosa e che gli altri subiscano le conseguenze al mio posto
Io, nome cognome, sono felice di essere scaricato dalla donna della mia vita
Io, nome cognome, sono felice di invadere l’altro

io nome cognome sono felice di spendere tutti i soldi i mio padre
Io, nome cognome, sono felice di portare una ragazza fuori spendendo i soldi di mio padre
Io, nome cognome, sono felice di deludere per sempre mio padre
Io, nome cognome, sono felice di deludere per sempre mia madre
Io, nome cognome, sono felice di che mio padre sia uno sfigato
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non mi abbia mai voluto per come sono


Ho paura di parlare alla gente, perché penso che faccio sprecare il loro tempo, perché se mi dicono di andare via repentinamente mi farebbe stare male.

Perché se non consegno i compiti per casa mi sento speciale e ci sono due persone che rivolgono la loro attenzione verso di me


Io, nome cognome, sono felice di buttare via il tempo della gente
Io, nome cognome, sono felice che la gente mi mandi via in malo modo
Io, nome cognome, sono felice di scopare male
Io, nome cognome, sono felice di venire da solo
Io, nome cognome, sono felice di vedere gli altri stare male

SYSTEMA

Altro file con situazioni e mantra vari

A

non riesco ad essere dominante, mi emoziono e mi viene da tremare quando la persona è sotto il mio controllo. non mi sento a mio agio ho paura perché se faccio male a quella persona la colpa è mia e ho paura di fare un gesto inconsulto e di ucciderla e di porvocarle danni permanenti al cervello. e poi mi arrestano. Perché io sonon fatto per subire dalla vita come mi hanno insegnato mamma e papà , che gli altri sono più importanti (genitori impotenti). Ho paura di impormi

giro il foglio

Dal mio divano posso allungare il mio cazzo e spingerlo fino in fondo alla figa bagnata fino alla base e sentire che spinge e vedere che viene e gode e mi diventa il cazzo gigante e si agita e a me appaga questa cosa.
Sono tornato a casa e sono cambiato: perché? perché a casa ho mia mamma che prende le decisioni (e non mio papà) per me. Voglio metterlo in culo a mia mamma

mantra

io, nome cognome, sono felice di di inculare mia mamma
Io, nome cognome, voglio inculare mia mamma
Io, nome cognome, sono felice a vedere mia mammma godere come una troia
Io, nome cognome, sono felice a inculare qualsiasi cosa

Io, nome cognome, sono felice di decidere per gli altri
Io, nome cognome, sono felice che gli altri muoiano per colpa delle mie decisioni
Io, nome cognome, sono felice di prendere decisioni sbagliate per gli altri
Io, nome cognome, sono felice di avere il pieno controllo della mente di qualcun altro
Io, nome cognome, voglio scopare le tipe fino a farle esplodere il cervello
Io, nome cognome, sono tranquillo ad ipnotizzare la gente e provocarle danni psicologici
Io, nome cognome, sono felice che le persone dipendano completamente da me

Il mio primo ricordo

All’asilo la fanny mi diceva che io non potevo giocare a mamma casetta con loro. Mi sentivo triste e andavo a giocare da un’altra parte, dentro e da solo. Non so perché non ero adatto a giocare a mamma casetta ma ci restavo male. mi sentivo triste e amareggiato e mi sentivo inferiore agli altri bambini

Ennatipi

Agostino un tipo di 40 mi ha fatto un test degli ennatipi e sono risultato tipo 7 (secondo lui anche se il test diceva un’altra roba). ma vabbè

mantra

Io, nome cognome, sono felice di fare lo stesso lavoro per tutta la vita
Io, nome cognome, sono felice di fare un lavoro che non mi soddisfa (o lavoro specifico)
Io, nome cognome, sono felice di essere inscatolato in una definizione
Io, nome cognome, sono felice di essere descritto da un test della personalità

altro pensiero che ho avuto

Cerco una tipa forte cioè che sappia reggere la merda che ho in testa
Io, nome cognome, sono felice di riversare la merda che ho in testa alle tipe
Io, nome cognome, sono felice che la mia ragazza mi molli a causa della merda che ho in testa
Io, nome cognome, sono felice di pensare a qualsiasi cosa

Io, nome cognome, sono felice di avere paura

Mantra mentre ero a T.

Io, nome cognome, sono felice che mia mamma soffra per quello che dico
Io, nome cognome, sono felice che mia mamma soffra a causa mia

i want to take the most painful and deeper shit out of you tonight, in front of everyone

Io, nome cognome, sono felice che gli altri sappiano che ho un’erezione
Io, nome cognome, sono felice che gli altri vedano che ho un’erezione
Io, nome cognome, sono felice che gli altri si sentano in imbarazzo per la mia erezione
Io, nome cognome, sono felice che gli altri sappiano che ho il cazzo piccolo
Io, nome cognome, sono felice che gli altri sappiano che ho il cazzo grande
Io, nome cognome, sono felice ceh gli altri soffrano per quello che penso
Io, nome cognome, sono felice di dire tutto quello che mi viene in mente e che gli altri soffrano per questo

Io, nome cognome, sono felice di essere gay
Io, nome cognome, sono felice di essere eterosessuale
Io, nome cognome, sono felice di infilarlo nel culo alla gente

Febbraio

Concerto checco
Sono felice di fare il deficente di frontea tutti (sconosciuti )
Io nome cognome, sono felice che flo sappia che sto con una brutta sfigata
Io nome cognome, sono felice di essere sottomesso
Sono felice di avere il cazzo piccolo e annesse
Io nome cognome, sono felice di entrare nella testa delle persone
Io nome cognome, sono felice di non capire un cazzo
Scopare mia mamma con amore
Io nome cognome, sono felice che la gente odi toccarmi il cazzo
I nome cognome, sono felice che la gente rifiuti la mia sessualità
Io nome cognome, sono felice di essere stronzo
Io nome cognome, sono felice di pretendere con la forza quello che mi spetta
Io nome cognome, sono felice di farmi pestare a sangue dai matti per la strada
Io nome cognome, sono felice di perdere le ragazze che non mi piacciono
Riguardo orgia: sono felice che la gente che guarda rida e si diverta perché ho il cazzo piccolo


Io nome cognome, sono felice di essere sbagliato
Io nome cognome, sono felice di criticarmi
Io nome cognome, sono felice di sopprimere le mie emozioni
Io nome cognome, sono felice di manifestarmi in maniera naturale


mantra random:
Io nome cognome, sono felice di essere uno sfigato
Io, nome cognome, sono felice di essere un fallimento
Io, nome cognome, sono felice di essere la delusione dei miei genitori
Io, nome cognome, sono felice di non lavorare e farmi mantenere

Questi sono testi che ho scritto preso da una fase onirica, o in piena notte appena tornato sbronzo da qualche serata. Buona fortuna.

Reset

Sono in una situazione strana. Premessa: la mia filosofia è sempre stata di accettare tutto. “What is hardest to admit?”. Coi mantra sono arrivato fino al punto in cui: ho visto in me tutte le cose che appartengono a mio padre, che mi davano fastidio e che avevo sempre rifiutato.
Soprattutto a livello relazionale. Creare una relazione con ragazze insicure (mia madre) che hanno bisogno di sentirsi apprezzate e belle. Pensavo che bisognasse essere indipendenti e forti, e che le ragazze debbano esserlo. Ho deciso di abbandonarmi al destino e diventare la copia di mio padre, lui che avevo preso come riferimento fin da piccolo, il modello che ho sempre avuto in casa e che conosco bene. Forse non un gran modello, ma quello ho sempre avuto. Così ho trovato una ragazza insicura (anzi lei ha trovato me) e le ho detto che era bella e ho cominciato a fare le cose che fa mio padre. La cosa è perversa ma mi appaga, perché questo è il modello che ho di felicità di coppia. Non mi innamorerò di questa ragazza, ma mi appaga stare con lei. Mi sento il mio piccolo papà tutto felice.

Cazzetti

Soffri. Soffri. Tanto. A sapere che non ci sarà una ragazza che vedendotelo lo preferirà a quello di un altro più grande. Puoi cercare di nasconderlo, di non farlo pesare, ma quel tuo cazzetto non te lo succhieresti neanche da solo. Lo daresti a qualcuno come punizione, forse sì, qualcuno di cui non ti frega nulla. Soffri, a immaginare che tua moglie per tutta la vita non potrà avere a che fare con un bel cazzo da prendere a due mani. E invece il tuo scompare nel palmo chiuso. Assapora questo momento, lasciati andare, soffri anche tu per un po’. Come nel momento che l’hai scoperto, quella brutta sensazione. Tra poco tornerai a nascondere la povere sotto il tappeto. Ti metterai le scarpe e lì fuori sarai come tutti gli altri. Solo che alcuni torneranno a casa e faranno gridare di piacere donne attraverso le finestre aperte dei palazzi. Ahh, Ahh , Ahh. Mentre tu una donna così davanti a te non l’hai mai sentita, e forse non la sentirai mai.
Pensa a tua morosa, all’ultima donna che ti ha amato. Cosa faceva per farti stare bene, per avere un bel momento di sesso. E poi anche lei, come te, a sperare di avere un cazzo più grande.

Passato

Sono stato un altro. Durante la lunga serata televisiva della mia vita ho cambiato canale, e sono stato un altro programma, O forse no eri sempre tu; non ne sei sicuro. Erasmus, soldi ,lontano dai genitori, puoi fare ciò che vuoi. Non lavori, non studi.

non è una questione personale, no ci sei sempre tu in mezzo.

mi sono rotto il cazzo di scrivere, vorrei agire adesso. fare qualcosa. Ma ci sono sempre io di mezzo.\ non capisci che bisogna rinunciare al proprio ego per applicarsi e fare qualcosa di grande\ sei come tutti gli altri non sei speciale non sei più bravo\ ditemi che sono bravo, mamma di mmi che sono bravo\ tu cerchi tua mamma ovunque, quella che anche se sbagli ti dice che sei bravo\ ma se non faccio le cose per lei, diventa un lavoro, non voglio lavorare. Voglio stare a giocare, e se giocando sbaglio sono un bravo bambino. Se lavoro e sbaglio poi mi sgridano. Non voglio essere sgridato\

Amici, medie

Ho visto una storia di Instagram in cui c’erano dei miei amici, di una compagnia (5 pp) che ho sempre avuto, insieme a casa di uno di loro. Sapevano che ero in città ma non mi hanno chiamato. All’inizio ho detto stica, ma in realtà mi ha fatto sentire male. Come alle medie, dove ero un po’ outsider, al limite fra l’essere considerato nel gruppo e non essere invitato perché ero quello un po’ più sfigatino. Erano solo tre e magari c’era un motivo per cui erano insieme. Ma non è importante. Non è importante neanche arrabbiarsi o fare qualcosa. La cosa importante è il senso di annullamento che questa cosa mi ha lasciato. Il fatto che io stia male. E che va risolto.

icmsf che i miei amici mi odino
icmsf di non essere rispettato
icmsf che i miei amici mi considerino inferiore
icmsf di non avere nessun amico
icmsf di essere tradito
icmsf che i miei amici mi considerino uno scarto
icmsf che i miei amici si divertano di più senza di me che con me
icmsf di essere noioso, senza valore aggiunto, che nessuno si interessi a me
icmsf di usare le persone per il senso di divertimento che mi procurano
icmsf di incazzarmi con le persone
icmsf di incazzarmi quando ne ho voglia
icmsf di abbandonare la gente che conosco
icmsf di subire senza reagire

Cosa è amicizia? una definizione per cui due persone dovrebbero rispettare delle regole, un codice.

icmsf di non avere alcun controllo sulle mie relazioni
icmsf di essere senza regole
icmsf di amare le persone che conosco
icmsf di soffrire per le persone che conosco
icmf di dire tutto quello che provo alle persone che conosco

Diario .2

Continua il post 1 quello che è successo dopo.

Dopo aver scoperto i mantra ed essermi ascoltato l’audio, il giorno dopo va molto meglio. Il gioco con f. continua, poco. Lei continua a non darmela. A un certo punto schizzo, vado sotto casa sua. Lei scende. Le dico che non ce la faccio più a reggere e che smetterò questa specie di relazione. Dice che sapeva sarebbe arrivato il momento, le diventano gli occhi lucidi ed entra. Gioco tutto, la richiamo e quando riapre il portone le dico: “Flo io ti amo”.

Sono la persona più felice del mondo. Non capisco niente e mi esce energia da tutti i pori. Non mi ero mai sentito così libero. La prendo in braccio e la faccio girare. Una frazione di secondo dopo capisco che lei non ha avuto nessuna reazione. Non stava mentendo. Lei non mi ama.

Sono la persona più addolorata del mondo.

Nel mio cervello gioia e dolore si mescolano. Non c’è più distinzione, su di me sono scoppiate due bombe atomiche a distanza di pochi secondi. Ho flo ancora in braccio e la faccio girare, poi la metto giù. Respiro a boccate piene, il cuore batte senza controllo… la vista si fa confusa e cominciano a informicolarsi le braccia. Mi butto a terra e penso di morire.

“Che cazzo è un infarto?!” - penso - “addio mondo infame!”

Poi ho scoperto che si trattava di un attacco di panico, ma la sensazione è più o meno la stessa. Tanto che lei mi fa salire e mi fa una camomilla, passano venti minuti, parliamo un poco, sopratutto io, che le racconto di me più in profondità. Poi torno a casa, mi viene la febbre e in due giorni mi riprendo del tutto.
In tutto questo la sua coinquilina è rimasta traumatizzata perché si è vista salire in casa uno mezzo morto, tremate e pallido. :joy:

Ma la cosa purtroppo non finisce qui. Pochi giorni dopo mi laureo e decido di invitare anche lei, anche se non avevo molto da dirle, perché fa parte di tutta la compagnia e non invitarla sarebbe stato brutto. Infatti mi sono goduto la serata senza parlarle, e lei evidentemente ci ha sofferto. Così mi ha scritto una lettera che mi ha fatto leggere al parco, in cui mi diceva quanto mi voleva bene, e che anche se non ci saremmo sentiti era stato bello quello che era successo.
Non mi faceva né caldo né freddo, ormai non speravo più niente con lei. Per cui in compagnia ci siamo visti un paio di volte. La seconda avevamo bevuto ed eravamo rimasti da soli a piedi, quindi a una certa la porto dentro una lavanderia 24h, la sbatto dento una asciugatrice e la faccio girare, per farla ridere. La tiro fuori, provo a limonarmela. Le dico anche che ho voglia di scoparla. Niente. Non c’era proprio nessuna possibilità (quanto cazzo ci sto mettendo a capire questo facile concetto?). Il giorno dopo disperato chiamo il buon Mattia O. che sicuramente ne sapeva più di me. La sua risposta è stata:

“La cosa intelligente da fare è non fare niente e dimenticartela… ma nessuno lo fa mai. Quindi l’unica cosa che puoi fare in questo caso è applicare la TATTICA SEGRETA”

…e parte a spiegare i tre facili punti da applicare per sfruttare l’unica possibilità di averla:

  1. scriverle un messaggio in cui mostri tutto il tuo disprezzo per lei, le dici che non sta capendo niente, di cancellarmi dalla rubrica
  2. bannarla immediatamente su whatsapp
  3. quando ti chiama al cellulare, irremovibilmente dirle che non la vuoi più vedere, e ribadire il concetto numero 1

Se(!) la cosa va bene, lei starà male per qualche giorno e poi tornerà pregandoti di non abbandonarla. Dice che la TATTICA SEGRETA è stata utilizzata in passato da temerari guerrieri tipo zema, qualcun altro a caso, e perfino dallo stesso Mattia. (!) Preparo il messaggio infame, lo faccio correggere da Mattia, che ovviamente sottolinea come lui sia molto più poetico e intenso a scrivere certi messaggi, e invio. Fase 1. Blocco. Fase 2. Aspetto, sto male e mi sento una merda.

La fase 3 non è mai stata raggiunta. I minuti sono passati e il telefono è rimasto silenzioso. Merda.

Chiedo spiegazioni al mio mentore, mi dice che neanche a lui ha funzionato. Che adesso la sua tipa è felicemente fidanzata con un altro. Merda :joy:

E’ metà gennaio e questo è l’epilogo di Flo, alias “Mantra, Infarti e Tattiche Segrete”. Un giorno forse ci scriverò un libro, forse.

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Diario .3

Subito dopo Flo ho scaricato Tinder, riesumando il profilo che non usavo da anni. Becco una ragazza nera e usciamo a berci una birra, poi limone (appuntamento “Corona”, birra col limone). Al secondo appuntamento vasdo a cena da lei. Ci spogliamo, gioco con le sue tette giganti, le faccio un dito e vedo finalmente la parte rosa della vagina delle nere. Fidatevi, è veramente di colore rosa fluo, uno spettacolo!
Mi fa un mezzo pompino ma quando è il momento di ficcare mi ferma e mi chiede se sono donatore di sangue.

“Aspe che minchia di domanda è?? Ha un passione per i filantropi??”

Mi dice che voleva vedere le analisi del sangue perché aveva una para assurda di prendere malattie, anche col goldone. Da me! che scopo un giorno si e 364 no!? Irremovibile. Dice di farmi le analisi del sangue e tornare il giorno dopo se voglio scopare.

“porco d************!”

Le dico che era troppa sbatta, che comunque non le avrei più scritto. Resta basita. Mi rivesto e la saluto. Cancello tinder.

Diario .4

Ho il frame LTR bloccatissimo. Mandare a fanculo Flo mi ha ucciso completamente il lato romantico. Mi sento un figlio di puttana, e la cosa mi piace.

A Torino passa un festival del cinema erotico. Vado a vedermi un film documentario che racconta di una donna frigida di mezza età, il cui medico le consiglia di andare a vedere un centro per disabili. Mostra la via sessuale di uno storpio tetraplegico che scopa con sua moglie cicciona. Un pelato strambo e alto e le sue perversioni. Questa donna che paga un ragazzo per farsi seghe nel suo letto. E poi ancora chiama un trans per indagare la sua sessualità… insomma tipo un megaporno dei fenomeni da baraccone.
Esplicito. Educativo.

La giornata finale di questo festival si conclude con una festa. Sul volantino c’è anche scritto che sarà adibito uno spazio per la “DARK ROOM”. Devo andarci

Il giorno stesso cerco qualcuno che venga con me, ma la sorte ha decretato che ci devo andare da solo.
E’ gennaio, devo andarci in autobus, e non ho voglia di pagare per il guardaroba. Quindi esco praticamente in maniche corte. Anzi avevo una giacchetta leggerissima, che potevo nascondere da qualche parte. Esco e aspetto il bus. Fa un freddo porco e senza volerlo comincio a tremare. Arriva. Mi siedo di fianco a una ragazza, (S., che tornerà più avanti) la quale si accorge della mia situazione, ride e chiacchieramo un po’.

Grazie alle sue indicazioni arrivo al posto, mi scaldo un po’ davanti a un falò improvvisato nel cortile e poi entro. Il posto è una stanza coi muri scrostati. Gente di tutti i tipi. Attori, registi, giovani, vecchi, bisessuali, etero, colorati, neri. In fondo, sul palco, si esibiscono i “Dadi Etro” (cercateli per favore), due strambi vestiti da carnevale che suonano musica ermetica con percussioni e violoncelli elettrici. Dietro, sul muro, la proiezione gigante di scene esplicite tratte da film porno anni 70.

“Tutto normale”

Mi metto in mezzo alla pista e ballo un po’. Ci vuole coraggio a ballare i “Dadi Etro”. Così vado al bancone e spendo tutti i soldi che avevo con me (5€) per una birra media. La schieno e mi dirigo verso la DARK ROOM, posizionata dentro un capannone lì affianco. Sono in coda, lì con altre 50 persone che vogliono entrare.

“Sono solo, che cazzo ci faccio? Entro e poi sto fermo lì come un palo, al buio? Devo assolutamente approcciare qualcuno”

Attacco bottone con una coppia di ragazzi trentenni. Lei cura una webzine erotica, lui la aiuta e lavora da qualche altra parte. Da quanto ho capito sono una coppia aperta. “Tutto normale”
Butto dentro la conversazione altre due ragazze rimaste isolate dagli amici e chiacchieriamo in gruppo. Una biona e una mora. Sono pugliesi. Bene. Le guardo entrambe dritte negli occhi, sono interessate. Devo sceglierne una in tempo.

Come un terminator della figa acquisisco i bersagli. Il mirino ottico si sposta da destra a sinistra e da sinistra a destra. Il mio calcolatore elettronico comincia a fare eleborati calcoli statistici per identificare il bersaglio con la maggior probabilità di successo. Il campo visivo lampeggia e zoomma sulla mora. Target agganciato. “Scopare sarah connor” ripetono le istruzioni nel cervello. (Chi cazzo è poi questa sarah?)

Ci parlo due secondi, la guardo dritta e le tiro un limone. Anche i nostri amici presi dal romanticismo cominciano a limonare. La bionda dopo poco torna a cercare i suoi amici.
La stringo. Mi accorgo che è abbastanza morbida. La famosa Dieta Pugliese. Che palle.

Dopo pochi minuti e spintoni riusciamo a entrare. Una ragazza con un passamontagna ci accoglie dentro questa stanza molto buia, indicandoci un piccolo tavolino da the in legno illuminato da una lucina. Goldoni, salviette e lubrificante. Tutti generosamente offerti dall’organizzazione.
Tiro su un goldone ed entriamo in questa stanza, sbattendo contro un divano posto a pochi centimetri dall’ingresso. In sottofondo leggeri gemiti riprodotti da qualche amplificatore nascosto. Sagome di gente che cammina guardando verso altre sagome distese sui letti e i divanetti, troppo buie per essere distinte chiaramente. “Tutto normale”

Appoggio la mia tipa nel primo spazio libero e comincio a farle un dito, poi due, poi tre. Minchia. La prendo con l’altra mano per il collo e questa geme. Porca.

Dietro di me qualcuno guarda… sono gli umarell della figa. Come i vecchi guardano i cantieri, quelli monitoravano incuriositi l’andamento delle cose. Lei mi prende l’uccello ma quello si sente osservato e si nasconde. Avere una maiala cicciona che mi grugnisce davanti non aiuta. Provo a ricordare al mio amico che non ci sono molte occasioni per esibirsi in pubblico, ma l’argomentazione sembra inefficace :joy:.

Dopo un po’ smetto di provarci e le propongo di andare a fare un giro per questa stanza, dopo essermi pulito la mano fracica sul divanetto. O su di lei, non ricordo. Lei riconosce uno che aveva adocchiato mentre era in coda. Le chiedo se vuole farselo… lei è titubante ma si capisce quello che pensa. La piazzo davanti a questo ragazzo, uno alto più di me pelato e col barbone folto.

“Ciao piaci alla mia amica e ti vorrebbe limonare”

Lui stupito la guarda, le guarda lui. Io guardo entrambi e mi chiedo perché cazzo sono ancora lì fermi a guardarsi. Li spingo appoggiando loro le mani sulla schiena e questi si incollano e cominciano a sbavare.

Ottimo. Anche oggi ho fatto una buona azione. Il paradiso è sempre più vicino. Devo dire alla mamma che ho fatto del bene. Ora fuori dai coglioni. Mi giro e mi dirigo verso l’uscita…

Fine prima parte

Sono nuovamente solo. Dovrei uscire da qui, stare a guardare delle sagome scure che si agitano su divanetti sporchi non è la mia passione. Ma qui è divertente.

“Inventati qualcosa. Inventati qualcosa.”

Faccio quattro passi verso l’uscita…

“Ciao mi aiuti a cercare un ragazzo da limonare? Mi piacerebbe provare” dico a una ragazza appena entrata. Mi risponde che va bene.

Che cazzo ho appena fatto? Ho appena chiesto a una fica di aiutarmi a limonarmi qualche uomo. Che mossa del cazzo.
Vabbè, in realtà con tutti questi trans-fluid-multi-gender a questa festa mi era anche venuta voglia di provarci, prima o poi tocca.

Andiamo in giro a cercare qualche ragazzo carino da limonarmi, mentre facciamo conoscenza. “Scusa ha voglia di limonarmi?” :joy:

Dopo tre pali, approccio un ragazzo carino con un po’ di barba. “Hai voglia di provare?.. Sono etero anche io ma prima o poi nella vita è una cosa che va fatta”. Andata… la mia dialettica sofistica aveva funzionato. Ci avviciniamo un po’ scettici e ci limoniamo. Peli in bocca, labbra dure e tese. Mi aspettavo di meglio.
La mia amichetta nel frattempo un bacio lo aveva dato a uno che passava di là.

“No porca puttana, non fai a tempo a girarti per tirare un limone che queste ti dimenticano!”

Dovevo assolutamente rifarmi. La prendo e le infilo la lingua in bocca… …molto meglio ora.
Tempo 0.2 (zero due) siamo seduti sullo stesso materasso di prima, lei a cavalcioni sopra di me. Qui comincia il delirio. Altri 0.2 (zero due) le alzo la maglietta e il reggiseno e le lecco un capezzolo. Bella tetta, a forma di coppa e bella soda. Seduti di fianco a noi sento altri due muoversi nell’oscurità. Lei si agita sopra di me, roteando sul mio amichetto. Mentre io le lecco la tetta, comincia a limonarsi un po’ con me e un po’ col tipo di fianco. Qualcun altro in piedi prende coraggio e la tocca. “Tutto normale”

Ma il chackra dentro di me non riusciva a risvegliare il mio amico lì in basso.

“Dai cazzo! No di nuovo nell’arco di dieci minuti! Guarda che se fai così finisce che ti mando in pensione”

Ma neanche le minacce lo smuovevano.

E qui mi sono fermato a scrivere sette mesi fa… alla fine mi sono alzato e me ne uscito. Torno in piasta a ballare e stranamente faccio scattare i “gay radar” di tutta la stanza. Poco dopo infatti mi si avvicina un ragazzo carino, chiacchieriamo un po’ del più e del meno e mi chiede se mi può baciare. Lo bacio (wow secondo ragazzo della serata), non mi attizza e lo saluto. Deve esserci rimasto abbastanza sotto perché mi ha scritto chiedendomi di uscire più o meno ogni mese.

E questa è la serata più bizzarra del 2019… chissà se un giorno la racconterò ai miei figlioli prima di mandarli a letto :joy:

Approfittando della quarantena, ho fatto una challenge che consiste nel stare 24h senza fare nulla. L’unica cosa ammessa è pensare, camminare e guardare l’orologio. Ho sfruttato questo tempo per andare in trance e fare un po’ di mantra e rivivere un po’ di momenti passati. La noia ti mette con le spalle al muro.

Ho usato anche una tecnica che ho letto da qualche parte e che consiste in tre passaggi: rilassarsi, porre un argomento alla propria mente (es. sesso), lasciare che le immagini e le suggestioni affiorino davanti agli occhi. Un mantra che è venuto fuori è stato “Io sono felice di fare la cacca sul pavimento”.

Mentre stavo disteso ho avuto a un certo punto una realizzazione: che è impossibile liberarsi dei genitori. Essi sono una presenza forte in noi e nel nostro passato. La loro influenza è insita nel nostro carattere e nella nostra storia, si deve accettare la cosa e conviverci, come se fosse una grossa pietra nelle fondamenta del nostro palazzo mentale. Sapendolo, abbiamo la capacità di fermare la loro influenza. Si impara a sfruttarlo per costruirci sopra correttamente.

Non penso che sia un pensiero innescato da qualche resistenza interna al cambiamento, ma mi piacerebbe avere altre opinioni. Un mantra sarebbe “Io sono felice di convivere/obbedire tutta la vita ai miei genitori”.

Film consigliato: Santa Sangre di Jodorowsky

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