Crescita: solo gli ultimi ritocchi

Innanzitutto mi voglio congratulare con il founder del sito, un ringraziamento per la quantità di materiale che mette a disposizione, ma soprattutto la qualità, ho avuto l’occasione di leggerti anche dall’altra parte, ma poca roba, essendo relativamente nuovo… mi ha fatto piacere ritrovarti qui.

Non ho avuto ancora modo di leggere tutto il materiale (ho scoperto ora che insieme al forum c’è anche il sito), però ho alcune domande, e mi piacerebbe ricevere dei pareri dai gentili utenti di questo forum… e anche dal founder (se poi ci ha scritto anche un’articolo che io ancora non ho letto… meglio!)

Si tratta di innergame, questo è certo!
Senza entrare nei dettagli di quello che ho fatto e rischiarvi di annoiarvi, in breve ho cominciato col perdere un po’ di kg, vestirmi bene, attività fisica (che odio, non ho trovato nessuna disciplina che mi appassioni, infatti nell’ultimo periodo ho mollato), ballo (i numeri sono disastrosi, però è l’unica attività che attualmente mi piace fare e apprendere), viaggiare e vivere all’estero (quest’ultima mi ha aiutato tantissimo, più di qualunque altra), leggere libri (e cercare di applicarli) sulla crescita personale oltre a quelli di seduzione

però per sentirmi completo mi sento mancare in particolare 2 cose:

1.Divertimento
ho le carte giuste per fare un bel po’ di chiusure senza sforzo, vedo gli sguardi e i sorrisini delle hb, vedo chiaramente quel luccichino negli occhi, cazzo sono attratte, aspettano solo la mia mossa! però non mi diverto… la ragazza mi guarda, la apro anche con una puttanata, ma se lei non collabora più di tanto, per quanto possa essere bella, mi si ammoscia mi rompo il cazzo e amen, game over… ho una difficoltà assurda nell’entrare in empatia con quella persona
in discoteca mi rompo, nello street game ho sempre il morale a terra e mi rompo, su tinder non posso usare il non verbale e devo arrovellarmi il cervello…
ma al di la del sesso, questa cosa serve per la vita, per avere dei rapporti sociali sani, successo sul lavoro, è fondamentale

  1. Rapporti sociali (si collega al divertimento)
    parto col dire che è sempre stato il mio punto debole, considerando il punto di partenza ho fatto dei notevoli progressi
    ho abbracciato il concetto di “abbondanza”, dell’uomo che non chiede aiuto e neanche ne ha bisogno (come è anche vero), di rispettare la mia persona e soprattutto il mio orgoglio
    è un frame fighissimo, che soprattutto lo sento MIO, però ha delle controindicazioni
    dopo un primo impatto che sembra essere molto buono, finisco per stare sul cazzo alle persone, soprattutto alle hb più belle e a quei “leader” dei social circle (si sentono chiaramente minacciati)
    le donne, anche se interessate, si mantengono “distanti”
    su FB arrivo a malapena a 20 like per una foto, avendo il migliaio di contatti
    mi reputo una persona onesta, e cerco di trattare tutte le persone nella stessa maniera senza fare particolari favoritismi… questo mi fa allontanare le persone da cui potrei avere dei vantaggi e le hb più belle e interessanti, e mi fanno avvicinare invece gente che (mi sto odiando per quello che scrivo, non ho il diritto di giudicare nessuno) ha un valore inferiore al mio e da cui non ricaverei niente di interessante e donne con cui non ci andrei mai a letto

questo dettaglio potrebbe essere utile: le persone che in parte ammiro ma allo stesso tempo odio di più sono sostanzialmente quelli che io chiamo gli “influenzer sociali”… quelli che praticamente mettono sempre storie su instagram, hanno sempre energia altissima, che sono sempre amichevoli, che vengono invitati ad ogni festa, è sufficiente un po’ di alcool per divertirsi, che in poche ore raggiungono il 100naio di like sui social con nulla con diversi commenti di belle ragazze, che non li vedi mai da soli in giro, e riescono a giocare su numeri tanto grandi che fanno sicuramente più sesso del sottoscritto (nonostante il dispendio di energie)
la cosa che più invidio e la loro inesauribile fonte di energia
personalmente non miro a diventare il leader di un gruppo, è troppo ristretto per me, voglio essere un ospite importante gradito un po’ ovunque
però devo dire anche la verità, questa gente non mi ha mai un granché stimolato, mi annoio molto facilmente in loro compagnia, è gente estremamente superficiale, dal mio modesto punto di vista… la colpa non è neanche loro, che sia chiaro

mi fermo qui, ho scritto anche troppo
spero che sia un buon spunto di discussione
un saluto e buona notte
J

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Detto così è un po’ vago e non si capisce molto bene. Probabile che siano problematiche di innergame ma bisognerebbe capire perché non riesci a divertirti e perché le persone si mantengono distanti nei tuoi confronti. Probabilmente hai insicurezze che ti fanno essere così che se risolte ti farebbero stare molto meglio :slight_smile:

grazie per la risposta
è la domanda a cui sto cercando di darmi una risposta: perché non riesco a divertirmi?
quel che si dice spesso in questo mondo è che per raggiungere la felicità si deve vivere quotidianamente come se avessi già quello che desideri… è una cosa che mi riesce molto molto difficile
ho i miei obbiettivi, e sono stupendi e mi danno la carica, ma sono troppo lontani e distanti, è veramente difficile mantenere il focus sempre e comunque
lo so, devo trovare degli obbiettivi a medio e breve termine che mi pompino quotidianamente

sulle insicurezze, ne ho spazzate tante, ma è impossibile rimuoverle definitivamente tutte… è un continuo lavoro di fino, ma è quel genere di lavoro che toglie un sacco di energie, anche quotidianamente, non so se mi spiego… in questo periodo sento la stanchezza mentale tutta d’un colpo, e un’altra difficoltà che tengo è che non riesco a rilassarmi a sufficienza per caricare bene le pile

per il momento quello che posso fare è continuare a seguire i miei obbiettivi e a lavorare su me stesso, con la testa china, poco alla volta, costantemente, vuol dire che ancora non è arrivato il momento di rispondere a quella domanda

Più che altro perché non sei felice adesso? Cos’è che ti turba così tanto in questo dato istante? Perché non puoi essere felice con le poche cose che hai ora?

Se non riesci a trovare una risposta a questa domanda, non vivrai mai in presenza purtroppo.

Riguardo i tuoi obiettivi, va bene averne. Ma bisogna anche saper fare un piano azionabile per riuscire a raggiungerli. Altrimenti rimangono delle cose fumose e lontane. Come “diventare un seduttore”… che ti motivano fino a lì.

Dormi di più :wink: pare banale ma non lo è.

Così finisci per essere un mulo triste che spera che la carota lo renderà felice. Non ti renderà felice purtroppo. Ma pazienza :slight_smile:

buon natale
è il genere di risposta che ti aiuta a riflettere e a fare un minimo di “introspezione”, per questo ti ringrazio

non ho capito ancora come si fanno i quote divisi, scriverò spaziando i paragrafi

perché non sono felice? è una bella domanda, a cui sinceramente non so darmi una risposta chiara
cosa mi turba tanto in questo istante? non riuscire ad avere le relazioni amorose e amichevoli che voglio… però questo mi infastidisce, cioè non può essere questo il fattore che mi rende infelice… è veramente da stupidi affidarsi agli altri, ne sono consapevole e faccio di tutto per essere completamente autonomo
perché non sono felice con quello che ho ora? sono grato di quello che ho, e in questi giorni mi sono reso conto ancora di più della fortuna che ho e che mi son costruito, però sento costantemente un vuoto, che è quello che non mi consente di “vivere in presenza”

faccio un esempio: per natale ho preso la macchina e ho fatto un viaggio in solitaria senza alcuna organizzazione… arrivato alla meta ho prenotato all’ostello più economico che ho trovato, e ho avuto l’occasione di parlare con gente (e soprattutto donne) di svariate nazioni… però, il fatto che non sia riuscito a concludere con nessuna di queste ragazze mi fa sentire un vuoto enorme dentro, quando scambiavo una parola per cercare di attaccare bottone (un semplice where are you from?) con le ragazze che mi piacevano vedevo spesso e volentieri un volto non proprio gentile e disponibile (questo non accade con quelle persone che non mi interessano più di tanto, sto cercando di capire il perché, ci sarà sicuramente qualcosa nel linguaggio del corpo che cambia, è questa l’idea che mi son fatto), e questo mi ha irritato tantissimo… come anche il fatto che non sia riuscito ad approcciare su strada, ho sentito una pressione incredibile… è stato un bel viaggio, ma è un’esperienza che userò principalmente per vantarmi con la gente, quel che ne ho appreso è stato veramente poco in confronto allo sforzo e al denaro speso, è stato veramente noioso… è il genere di viaggio che mi sarebbe piaciuto fare con almeno un altro amico/a, con cui dividere le spese della benzina e che mi avrebbe parlato per tutto il viaggio in macchina

dormire: ti credo sulla parola, ma quando trascorri il weekend nel letto diventa preoccupante… tutto tempo che spreco alle altre mie attività importanti, devo imparare ad ottimizzare il sonno

Su questo ti consiglio di vedere questo link e, in particolare, il video che ho postato alla fine in cui ne parlo per esteso.

Inoltre, prova a ripetere le seguenti frasi finché smettono di farti male a occhi chiusi nella testa:

Io, nome cognome, sono felice che nessuno mi ami
Io, nome cognome, sono felice che nessuno mi accetti per quello che sono
Io, nome cognome, sono felice che tutti mi rifiutino

Io, nome cognome, sono felice che rimarrò solo per sempre
Io, nome cognome, sono felice che a nessuno piaccia parlare con me
Io, nome cognome, sono felice che tutti mi odino

Il problema è che stavi cercando di forzare l’interazione per fare in modo che le persone ti amino e ti accettino. Per fare in modo che la tua vacanza andasse bene. Per fare in modo che l’essere solo alla fin fine non fosse così tanto un fallimento. Infatti poi concludi che avresti tanto voluto un amico. Convinto che parlare tutto il tempo con il tuo amico ti avrebbe distratto dai tuoi dolori, da quello che ti fa soffrire. Quando non avrebbe cambia in alcun modo il senso di fallimento e di vuoto interiore che comunque avresti provato.

Più che ottimizzare il sonno devi capire perché ti stressi così tanto da aver bisogno di tutto questo tempo a dormire per recuperare dallo stress che accumuli.

buona festa dell’epifania
mi son preso un po’ di tempo prima di rispondere, ho letto anche altri articoli (mi piacciono come son scritti, uno tira l’altro, si vede che hai studiato comunicazione) ho sfruttato anche l’occasione di guardare qualche film che hai citato (come quello di Leonardo di Caprio) per capire affondo il concetto che volevi spiegare nel video

una parola mi ha colpito: accettazione
io uso la parola ringraziamento (immagino tu voglia dire la stessa cosa), ed è stato un cambiamento radicale nella mia vita
mi accetto e ringrazio per tante cose, un po’ per le cose scritte prima, un po’ per altro (non mi metto a scriverle, sostanzialmente salute bellezza bla bla bla)

ma allo stesso tempo non mi accetto, è quella parte che dice che posso ottenere di più, che merito di più, che voglio di più

voglio ottenere quei risultati, sono in parte consapevole della sofferenza in cui vado contro (quelli ottenuti finora non ne sono esenti anzi), il problema è che durante il percorso non mi diverto
a me sembra un circolo vizioso!
la soluzione sta nel divertimento… ne sono sicuro… devo trovare il modo di divertirmi genuinamente

però, pensandoci, faccio game sostanzialmente per un motivo: sentirmi importante, sentirmi dire che sono figo, sentirmi ricercato e “amato”, svegliarmi la mattina con 10ine di messaggi di donne mi cercano per passare una serata con un uomo di valore… il sesso, odio dirlo, è al secondo posto
hai presente la piramide di maslow?
comincio a pensare che quel vuoto che sento è la mancanza di questi bisogni

lo so, lo so, pensare agli altri è deleterio, ne sono consapevole
però c’è quella parte di me che vuole prevalere sugli altri, vuole togliersi la soddisfazione di vantarsi con quelle persone che mi hanno fatto sentire una merda, gli anni passano ma il ricordo è indelebile… come posso cercare di smontare questa “dipendenza” dell’approvazione altrui?

è un periodo in cui ho cercato di analizzarmi da un punto di vista leggermente differente e di osare di più… ho avvertito un miglioramento, forse piccolo ma non indifferente.

comincio a pensare di idealizzare troppo il concetto di divertimento… ho seguito il consiglio di un amico, cioè quello di osservare e di godere dei momenti senza nessuna aspettativa… purtroppo le aspettative ci sono sempre, ed è impossibile rimuoverle, però negli ultimi giorni ho avuto una serie di eventi che mi hanno dato delle risposte… e dei nuovi problemi

ho notato perché non mi diverto.
miro ad un target, e lo approccio. ho difficoltà, ovviamente, con le ragazze più belle. non capivo perché loro mi rifiutassero, ma soprattutto perché dopo un’interazione provavo una forte antipatia, reciproca. ho scoperto che il problema sostanzialmente non era lei, ho scoperto che davanti ad una bella ragazza che piace a me mi comporto in maniera troppo nervosa, e quel nervoso proviene dalla paura di essere rifiutato! inconsciamente, per non subire quel “torto”, sono io per primo che le rifiuta, appena vedo che qualcosa comincia ad andare storto. è come se entra un pilota automatico, incredibile! queste continue sconfitte, e questa paura, non mi fanno godere le interazioni, oltre a non raggiungere l’obbiettivo, ed ecco come viene compromesso il divertimento.

ora che ho riconosciuto questo difetto in me, vorrei correggerlo… il problema è che, anche se ora ne sono cosciente, quando sono nel vivo dell’azione, appena ho difficoltà metto il pilota automatico, con il risultato di uscire da quella conversazione o di riportare la conversazione sul piano sociale, dove non ho alcun tipo di stress… di questo me ne rendo conto quando torno a casa, prima di dormire, quando analizzo dentro di me tutte le interazioni che ho avuto nell’arco della giornata.

un consiglio, un suggerimento, un parere, è sempre gradito
avrei intenzione di aprire anche un diario, scrivendo a volte riesco a rispondermi automaticamente a delle domande, e ho l’impressione anche di farmi delle domande talmente stupide e ovvie per gli altri, ma di cui comunque necessito di una risposta… mi chiedevo se è bene continuare qui dentro (cambiando il titolo e il modificando il primo post) o aprire un’altro topic direttamente
un saluto e un ringraziamento a tutta la community
J

Il divertimento ce l’hai quando ottieni risultati facilmente. Ti diverti a suonare la chitarra quando un assolo lo fai facilmente. La chiave non è il divertimento. La chiave è la serenità, che a te manca. Proprio perché non riesci ad accettarti per come sei adesso in questo istante.

Quindi se pensi:

Io, nome cognome, sono un essere totalmente inutile
Io, nome cognome, sono felice che nessuna donna mi cerchi
Io, nome cognome, sono felice che mia madre mi odi
Io, nome cognome, sono felice che mia madre non mi amerà mai
Io, nome cognome, sono felice di essere incapace di ricevere amore dagli altri

ti fanno stare male?

Pensa, a me il sesso sta quasi stancando. Mi sto annoiando pure a provarci con le ragazze su Tinder.

Il sesso non è la soluzione. Il benessere psicofisico si.

Ma puoi anche stare male e crepare lo stesso.

Direi quasi che l’unica soluzione sia la morte. Ma non ti consiglio di suicidarti.

E’ più divertente vivere. E soffrire.

E’ che magari a te soffrire fa schifo.

Ma quando inizia a piacerti è diverso.

Io, nome cognome, sono felice che i miei amici mi umilino
Io, nome cognome, sono felice che i miei amici mi trattino di merda
Io, nome cognome, sono felice di essere un essere inferiore rispetto ai miei amici
Io, nome cognome, sono felice di essere sempre l’ultimo ed escluso dal gruppo

Si bro, il divertimento serve a niente. La gente la mena tanto con la storia del divertimento perché vede persone troppo rigide. Ed è vero, sono rigide e quindi non ottengono risultati. Ma dire a questa gente di divertirsi ha solo il risultato di vederli fingere di divertirsi in modo rigido. Ed è ancora più terribile.

Io, nome cognome, sono felice che tutte le donne bellissime mi rifiutino
Io, nome cognome, sono felice di essere un fallito
Io, nome cognome, sono felice di essere imperfetto
ecc.

Quindi cominci a essere inoffensivo perché non la fai eccitare e non la fai attrarre. In pratica ti autosaboti da solo per paura di aver successo. Perché se avessi successo la tua grande vendetta sarebbe compiuta… e saresti al pari dei tuoi carnefici. Perché allora saresti tu a far soffrire gli altri. Ma tu quelli che fanno soffrire le persone tu li odi. Brutto vero?

Continua pure qui :slight_smile:

Scusa della risposta tarda ma non avevo visto il post.

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Grazie per la risposta… Provo a immaginare la mole di lavoro.
Il forum è fatto molto bene, riesco a fare il multiquote anche col cellulare facilmente.

Comincio a essere inoffensivo perché non la faccio attrarre. Vedo come un muro molto alto, e prima di ricevere quella bastonata che mi fa soffrire mi fermo. A me andrebbe essere pari ai miei carnefici. Non mi farei scrupoli ad essergli superiore. A fargli le stesse cose e soprattutto peggio, e farli soffrire di più… Non solo a prendermi la mia cazzo di vendetta. Vorrei mettergli i piedi in testa e distruggerli completamente. Anche se è sbagliato non me ne frega un cazzo. Le gente che mi rispetta e si comporta bene riceve tutto il mio amore. Quella che prova a farmi male riceve un “odio uguale e contrario” + il mio.
L’ho fatto di recente con una ragazza, mi ha fatto un torto che non mi è piaciuto, l’ho guardata come se la volessi ammazzare (e in quel momento, il sangue circolava, il corpo inconsciamente sembrava pronto a fare “qualcosa”), ha avuto paura e si è scusata. L’ho sovrastata psicologicamente, l’ho devastata, non oserà mai più a mettermi i piedi in testa, almeno finché non troverà qualcuno più forte di me con cui rivalersi… Ma da sola non è in grado di farmi nulla.
È questo quello che voglio essere in grado di fare con chiunque… Almeno con quelli che si mettono contro il mio cammino.

Hai ragione. Mi manca la serenità. Come faccio ad accettarmi se non ottengo quello che voglio per soddisfare la mia serenità?

A me soffrire fa schifo. Non vedo nessun piacere nella sofferenza. Soprattutto se non porta nessun frutto. Pensandoci io faccio di tutto per allontanare la sofferenza. Anche quando il risultato è certo. A me soffrire fa schifo, ma veramente tanto.
Sono stanco di tutti i paraguru di crescita personale che dicono che devi soffrire, soffrire, soffrire. Con alcuni la leva della sofferenza funziona, per carità, ma con me no.
Ora non sono molto informato, però il Buddha per esempio ricercava la serenità, e allontanava la sofferenza. Per assurdo, era bello in carne perché allontanava la sofferenza della fame. Io ricerco il divertimento/serenità.

Questa è la vendetta dei fragili. I forti non hanno paura del dolore. I forti non cercano di terrorizzare gli altri. I forti accettano il dolore. I forti godono del dolore. Si arrendono al dolore. E non hanno alcuna paura a mostrarsi deboli e vulnerabili.

Quando smetterai di combatterlo e comincerai ad immergerti nel dolore… sarà un bel momento per te.

Inizierei con il chiedermi perché secondo te è così importante.

A me piace la sofferenza fine a se stessa. La sofferenza finalizzata ha un senso, ma non è necessario avere un fine per soffrire. Ci sono persone che si tagliano anche solo per sentirsi vivi e ricevere quell’hype di adrenalina conseguente. Anzi, se non soffri non puoi divertirti. Non puoi essere felice.

E’ davvero bello trovare l’amore della tua vita… proprio quando hai sofferto tanto per cercarlo. Se lo trovi subito non è divertente e non ti rende così tanto felice. Adesso magari scoparne tante per te sarebbe bellissimo… perché stai soffrendo un sacco per ottenerlo. Scopassi facilmente non ti renderebbe più così felice. Com’è per me. Che ormai non mi rende felice e non me ne frega più nulla.

E perché? Perché non ho paura di soffrire. Non ho paura di farmi rifiutare. Non ho paura che un’altra persona mi definisca come persona. Gli altri cercheranno sempre di dirti chi sei o cosa non sei, ma tocca a te definire te stesso.

E… finché hai paura di soffrire. Finché cerchi di nasconderti, di chiuderti, di non mostrarti al mondo… non riuscirai mai a ottenere alcun risultato. Come chi non accetta di fare la dieta per essere in forma. Come chi non accetta il dolore dell’allenamento.

Fai soldi e fai figa nella dimensione di quanta sofferenza sei disposto a sopportare. Questa è la grande verità.

Il discorso del dolore legato alla felicità è universale.
Nel mio caso però ci sono stati diversi obbiettivi che ho raggiunto riversando tanto dolore… ma non sono soddisfatto. Ho fatto veramente troppo lavoro e versato tanto sangue per raggiungere una cosa alla fine insignificante. Per fare un esempio, sono come un motore di un auto di 50 anni fa, consumo un sacco di benzina ma non cammino un cazzo. Ho un rendimento bassissimo.

La seduzione è l’esempio lampante. Proprio l’altro giorno ho fatto una festa, in cui c’erano almeno una 20ina di ragazze, e solo 4-5 maschi, ma non sono per nulla soddisfatto. In un altra occasione una ragazza, che in un altro momento sembrava che gli fossi antipatico, si è seduta sulle mie gambe e mi ha baciato senza che facessi nulla, e abbiamo scopato, ma non sono soddisfatto. L’altro giorno ho approcciato una donna, non sono mai stato così tanto diretto in vita mia, l’ho fatta ridere e in quei 5 min ci siamo “divertiti” (io molto relativamente), ma non sono soddisfatto. Ieri, per impressionare una amica, ho aperto 2 set misti, e lei mi ha riempito di elogi e complimenti, ma non sono soddisfatto… fino a pochi mesi fa era praticamente impossibile per me fare queste cose… ora riesco a farle, ma non significa che sono felice. Per arrivare a questo livello ci ho impiegato anni. Ma ancora non sono al livello sufficiente per uscire e fare ons 2 volte a settimana, o avere relazioni con le ragazze che effettivamente voglio, o semplicemente trovarmi il cellulare intasato di ragazze che mi vogliono e mi desiderano. Purtroppo la stessa cosa si riversa nell’università. Tutti i miei coetanei sono laureati, e io che ancora sto dietro i libri e gravo sulle spalle della mia famiglia.

Pensandoci sono ormai troppi anni che lavoro dietro a queste cose, e la vita mi è migliorata, e posso ringraziare solo il game per questo, però veramente finora ho gettato troppo sudore e sangue per ottenere un cazzo. Ho bisogno di capire dove sbaglio per aumentare il rendimento. Qualunque altro mortale si sarebbe scopato decine e decine di fighe, o raggiunto qualunque altro obbiettivo sulla stessa “difficoltà”.

Ammetto di avere un problema grosso, ed è quello di paragonarmi costantemente con gli altri (ovviamente con quelli migliori), e ogni mio successo lo sminuisco confrontandolo con i risultati di chi ammiro, o di chi mi sta sul cazzo, o di chi semplicemente ha (in questo caso) più donne di me.

Quando ho cominciato con il game la prima cosa che ho fatto è stata quella di dimagrire a sufficienza. Ho raggiunto quell’obbiettivo e sono soddisfatto. Raggiunto in un tempo diciamo accettabile. Solo che ho provato talmente tanto dolore che ora ho difficoltà a ritornare in palestra per cercare di mantenere la forma. Credevo di essermi abituato a quel dolore, e di poterlo interiorizzare, e di farlo diventare una parte di me, ma una volta che ho raggiunto l’obbiettivo sono stato più che felice di abbandonarla e di non ritornarci mai più. E di riprovare il piacere di mangiare. Non so come sia possibile, però ancora non sono aumentato di peso. Nonostante mangio tanto, e mi piace mangiare. Però si vede chiaramente la pelle meno tonica, e la pancetta un poco più evidente. Ammetto che sono in allarme. Ho provato a fare differenti attività fisiche che mi possano divertire e soddisfare, le ho mollate sempre quando finisco l’abbonamento mensile.

Il discorso del dolore non vale per me. Voglio semplicemente migliorare quel rendimento di cui parlavo prima. In qualsiasi campo della mia vita. Solo questo è quello che mi rende soddisfatto.

Jason sei davvero tanto negativo. La vita è una merda, non sono mai soddisfatto.

La cosa più difficile e che ti invito a fare è quella di cercare di apprezzare le piccole cose. Guardare una mela e cercare di apprezzarne le forme. I colori. Le striature. Fare meditazione, specialmente mentre sei in giro e stupirti delle piccole cose. Dei dettagli.

Questa è una bomboletta abbandonata per terra. A lasciarla lì, a non guardarla neanche, a passare oltre… non avrei mai fatto questa foto. Si, ci sono fotografi migliori di me. Ma questa foto mi piace e sono contento di averla scattata.

Lo stesso vale nella vita. Con le donne. Con il lavoro. Magari guardi le sue labbra e te le godi. Non ci fai sesso, ma ti rimane dentro quella sensazione. Non ci fai sesso, ma magari ti rimane dentro come le hai preso il numero. Magari ti rifiuta, ma ti rimane dentro quanto hai riso per come ti ha rifiutato.

Sei eternamente sconfitto dalla vita. Perché pensi che puoi essere felice solo se raggiungi chissà che risultato stratosferico. La verità è che qualsiasi cosa raggiungerai non sarai MAI soddisfatto. E perché? Perché vorrai sempre la cosa dopo. Più ragazze. Una ragazza più figa. Un lavoro migliore. Più soldi. Più tutto.

E quando anche raggiungessi il successo incontrastato in ogni ambito… saresti ancora più devastato dalla vita. Perché? Perché hai raggiunto tutto… eppure non sei felice. Non sei felice perché non ti stai godendo neanche un singolo attimo del gioco. Della vita. Di quello che ti sta accadendo. Sei continuamente proiettato avanti come se il presente fosse una merda a prescindere.

Vivi in questa ossessione di essere perfetto, produttivo, di portare a casa risultati… come se a stare fermo. A goderti l’istante. A goderti l’ozio. A goderti… l’immobilità… fosse sbagliato. Ed è l’unica cosa che invece conta. Di cui invece hai terribilmente bisogno.

Si vede che sei stato cresciuto da genitori ossessivo compulsivi che ti hanno messo un’ansia di vivere addosso terribile. Guarda in faccia (virtualmente) tua mamma e urlale “MAMMA! Mi vado bene così!”. Fallito. Imperfetto. Che non raggiungo i risultati. Ma che mi vivo la mia vita. Facendo quel cazzo che voglio.

Un altro si sarebbe scopato 20mila fighe… buon per lui! Sarebbe stato felice? No. O meglio, lo sarebbe stato se era quello che voleva. Quelli che si scopano 20mila fighe sono eternamente frustati. Perché non riescono a stabilizzarne nemmeno una. E lo so perché… è stata la storia della mia vita degli ultimi 5 anni. Stai idolatrando finti idoli che non hanno quello che cerchi.

Piuttosto capisci perché ti sottoponi a questa tortura costante. A questo odio per ogni microrisultato che ottieni. E vivitela più sereno.

Per la palestra, è che hai aspettative troppo alte per te stesso. Che devi fare una fatica boia o niente. Che devi soffrire come un cane o niente. Che devi fare 3-4 allenamenti a settimana o niente. Keep calm bro. Se anche vai una volta a settimana sarai un gran fallito ma almeno senza pancetta. Poi magari sali a due, poi magari a tre. Un po’ alla volta.

Ora la tua testa lo vede come uno scoglio troppo alto e quindi rifiuta in partenza. Le cose vanno fatte un po’ per volta. Altrimenti ti arrendi prima ancora di cominciare.

E ripeto. Inizia a fare meditazione. 5 minuti la prima settimana. 10 la seconda. 15 la terza. E poi continua così. Senza strafare. Senza esagerare. Ti concentri sul respiro e cerchi di non pensare a nulla. Se anche pensi a qualcosa accettalo e cerca di tornare con la mente sgombra. Rilassa i muscoli. Prenditi questo tempo per te. Ti serve. Davvero parecchio. Sei troppo contratto a livello mentale (e, suppongo, anche a livello fisico).

Una cosa che attualmente risulterebbe impossibile. La meditazione la vedo come una cosa inutile. Già provato con il respiro diaframmatico, alla fine non fa nulla. Come potrei fare a “godere” delle piccole cose?

Se penso a questo, e lo penso, mi sale la frustrazione del perché non sia riuscito a scoparmela.

è quello che faccio praticamente quando ne ho occasione, godermi l’ozio, è una cosa che mi piace un sacco… peccato che dopo mi sento una merda, mi annoio a morte, proprio perché potevo essere produttivo in quel tempo… Mi sento oppresso dagli impegni e quindi mi rifugio ancora di più nel piacere del comfort, e continuo a procrastinare, e a sentirmi ancora più di merda… e quando tento di uscirne mi costa così tanta fatica che alla fine vado a ricercare ancora più ozio di prima… non so se mi spiego… infatti sono quasi sempre senza energie, credo proprio per questo motivo.

Dai ci provo, 5 minuti son nulla :slight_smile:

Te lo dico io che più o meno vivo un rapporto difficile con il risultato.

Il problema è quando percepisci la realtà in termini di risultato e non di piacere.
Il risultato è alienante e non contempla la dimensione del piacere, ma noi siamo umani e abbiamo bisogno di provare piacere: non siamo macchine che metti la consegna e ti cacciano il prodotto. C’è anche tutto il processo che viene vissuto.
Quindi il risultato spesso è qualcosa che si fa per un altro, per piacere agli altri piuttosto che per provare piacere.

Quando ti dicono “fai quello che vuoi” o “sii te stesso” significa, fai quello che ti fa provare piacere. Quello che senti bello dentro.
Se bevi, bevi perché ti piace provare la sensazione d’ebrezza del vino, non per essere disinibito cos’ rimorchi di più. Cazzate. Sarai ancora più bisognoso di prima perché hai pure pagato il drink o hai rinunciato alla dieta per essere più piacevole agli occhi delle fighe perché sei disinibito.
IL PIACERE AL PRIMO POSTO.
Stasera dovresti andare in disco ma non ti và tanto?
Cerca di capire se non ti va davvero oppure sei solo spaventato, la differenza è sottile ma fa la tua felicità.
Come quando devi farti una doccia fredda… prima non ti va… ma dopo come ti senti?

Quindi mi dirai, se devo fare il mio piacere mi abbotto di sigarette, mcdonald e droga?
Allora, ci sono diversi tipi di piacere tra cui quello a breve e quello a lungo termine.
Il secondo è molto più appagante del primo e dura anche più a lungo.

A te la scelta

Ti dico un segreto Jason. Diffida da tutte quelle persone che ti dicono che siamo sulla terra per altro se non perdere tempo. Tanto… alla fine… muori. Quindi qualsiasi cosa “utile” tu faccia non serve a nulla. Per la meditazione ti serve farla per almeno 2-3 settimane per capire gli effetti benefici della stessa. A te servirebbe davvero tanto.

Io, nome cognome, sono felice di essere frustato perché sono un incapace con le donne

Appunto. Se non ti ricarichi dallo stress non riesci a essere produttivo. Se non hai voglia di lavorare non sentirti in colpa. Va bene così. Altrimenti non riesci a ricaricarti e stai ancora peggio.

Io, nome cognome, sono felice di procastinare
Io, nome cognome, sono felice di perdere tutto il mio tempo
Io, nome cognome, sono felice di essere improduttivo
Io, nome cognome, sono felice di oziare tutti i giorni della mia vita
Io, nome cognome, sono felice di non raggiungere nulla nella mia vita
ecc.

Daje

Io oggettivamente non ho nessun gusto ad alzare 100kg da terra in squat o in stacco. Che piacere c’è nell’attività? Nessuno.

Solo che se vai in presenza puoi farti piacere qualsiasi cosa e semplicemente accettare quello che stai facendo. Il trucco non è fare ciò che ti piace. Altrimenti diventi addicted alla dopamina e ti droghi tutto il giorno. Il trucco è smettere di giudicare o odiare un sacco di cose per i motivi più assurdi. Tipo “non riesco a fare meditazione perché è una perdita di tempo”. E’ un’obiezione assolutamente ragionevole, ma se riesci a toglierla la fai serenamente.

Il 90% delle cose non sono cose dove godi o ti piace particolarmente ma per ottenere l’obiettivo lo fai. Io ultimamente non mi diverto più particolarmente ad andare in discoteca. Ma chiudo lo stesso perché lo so fare e mi limito a fare quello che c’è da fare.

Il fare ciò che ti piace è una markettata dei motivatori da 5€ per venderti il corso sul fare soldi con le tue passioni.

Il discorso del piacere lo condivido, peccato che io provo effettivamente piacere quando faccio qualcosa di “estremo”… il primo esempio che mi viene in mente è quando corro con la macchina, e ora neanche come prima ormai… Ho provato differenti sport e differenti hobby, per il discorso del piacere, peccato che dopo un determinato tempo comincio ad entrare in competizione con gli altri, e il piacere va a farsi fottere, vado alla ricerca del risultato, della vittoria, e poi lì comincia a diventare dura, perché per arrivare alla vittoria devo lavorare tanto e anche spendere tanti soldi, e nel 90% tutta quella fatica per me non ne vale la pena.

E personalmente non fumo e non mi drogo… però ad esempio il cibo è un piacere a cui sto cercando di rinunciare ma che nei momenti cruciali si fa sentire… non sono tipo da mc donald, però, quando sono in vena, non mi dispiace cucinarmi un piatto particolare con ingredienti particolari… si, attualmente è la forma di piacere a breve termine di cui faccio più uso… per arrivare al secondo però ci vuole molto più lavoro, e lì mi riconduco alla questione del rendimento ed efficienza… spesso e volentieri il lavoro che serve non vale il risultato conquistato.

Ammetto di avere manie di grandezza e ambizione utopica… Hai assolutamente ragione, ma mi piacerebbe veramente tanto avere una strada o un edificio con il mio nome, o meglio ancora vedere il mio nome nei libri di storia… non so se mi spiego. Diventare un futuro Steve Jobs o Elon Musk… Avevo questa mania soprattutto fino a qualche mese fa. Ora mi accontenterei di un conto in banca di 2-3 milioni di euro, per poter vivere dignitosamente solo con gli interessi… però mi sembra una cosa comunque abbastanza difficoltosa, considerando le attuali condizioni in cui sono e le esperienze che ho avuto.

Per il discorso del “godere” delle semplici cose, in questi giorni stavo pensando proprio a 2 risultati che ho avuto:

  • il primo è quella scopata che ho guadagnato “praticamente senza fare nulla”… è stata una serata perfetta, forse la migliore della mia vita… non tanto per il sesso ma per le restanti dinamiche… era esattamente quello che volevo e che ho sempre desiderato… una seduzione molto passiva, dimostrando praticamente il mio valore all’intero gruppo… lei si è avvicinata e si è lasciata trascinare… un po’ come la falena con una fiamma… peccato che non riesca a ripetere la dinamica… nonostante in questo momento conosca tante donne sto avendo una difficoltà assurda a trascorrere una bella serata… la cosa che più odio è quando mi palano per chat… dal vivo è molto più semplice… ma non facile: nel momento in cui cerco di sensualizzare sembrano che si spaventino e mi palano all’istante, quindi spesso e volentieri cerco di tenermele amiche, in questo modo riesco ad entrare in altri social circle e conoscere altra gente… peccato solo che sto perdendo interesse a mettermi in gioco, non riesco a godere come prima del piacere dell’interazione, gli sguardi, la battutina a doppio senso ecc… il 95% delle donne che incontro sono poco ricettive… preferiscono il classico napoletano (senza offesa) che fa l’amicone con tutti… questo non è assolutamente il mio stile, sono molto più diretto e “fast”, peccato che faccio una fatica boia a trovare donne che gli piaccia questo stile… in questo periodo noto che il mio metodo funziona con le milf e con le super troie sostanzialmente (e di queste, di bell’aspetto come piacciono a me ne ho incontrata tecnicamente solo 1 finora);

  • il secondo è stato l’interazione con quella milf… una persona veramente espansiva, abituata alle lusinghe degli uomini, una pantera nera… forse questa cosa mi ha dato “forza”, e ho fatto un approccio super diretto, ma non mi sono mai calato nel personaggio così bene… mi sentivo veramente sicuro di quello che facevo… ci sono state 2-3 battute/azioni in cui lei sembra aver riso di gusto misto all’imbarazzo… peccato che nonostante gli abbia chiesto il contatto su FB lei non l’abbia accettato… se così fosse stato ci sarebbe stato sicuramente un seguito interessante.

Solo che non vorrei che rimanessero 2 eventi così a caso… vorrei tanto ripetere il primo risultato di cui ho parlato… più cerco di analizzarlo e più sembra che quella serata sia stata baciata dalla fortuna (non ci credo alla fortuna).

Quello è piacere a breve termine, alla lunga aumenta solo il rischio che te ne vai a sbattere.

No aspetta, il mio non era “fai quello che ti piace” markettaro ma non era neanche “piacere quel che si fa” ascetico alla Nietzsche.
Che poi se vuoi raggiungere un obbiettivo lo fai perché quell’obbiettivo è ricompensante, quindi ti piace… Cioè ci deve essere un certo equilibrio tra piacere a breve e a lungo termine.
Equilibrio.

Prova 200kg e poi ne riparliamo hahah sono tutt’altra cosa.
E comunque, certi piaceri sono acquisiti con il tempo.
Alcune droghe instaurano la ricompensa dopo un po’ che le si utilizza, non subito.
Stesso meccanismo.

Non ne vale mai la pena. Vale la pena farsi un anno di palestra per un’ora in cui puoi mostrare in spiaggia gli addominali? No. Ma lo fai perché hai un obiettivo e vuoi vincere. Di fatto nulla ne vale la pena. Ne vale la pena passare le giornate davanti a un videogioco? No. Ma è divertente vincere, quindi lo fai. Anche se ti fa penare e sei super frustrato perché non riesci a vincere.

Ieri mi sono deciso a tagliare anche io gli “sgarretti”. Ne vale la pena? Vale la pena vivere senza quel piacere di ogni giorno che mi mangio un po’ di cioccolata e sto meglio? Il tutto per, forse, avere gli addominali. O magari anche solo l’addome più piatto? No, la risposta è no.

Non ne vale la pena. Ma io voglio vincere. Voglio arrivare al top. Voglio battere tutti. Voglio essere il numero uno. E non importa quanta fatica devo fare. Non importa quanto mi devo sbattere. Io ci arriverò porcod*o.

E questo perché ho una vision. So dove voglio arrivare. So chi voglio essere. So che tipo di persona voglio essere a 30, 31, 32 anni. Altrimenti non mi farei tutto questo sbatto atomico. E nessuno mi fermerà dal raggiungere i miei obiettivi. Devono abbattermi per fermarmi.

Bene… e cosa stai facendo per arrivare qui? Quali sono gli step? Quali sono i corsi o i lavori che stai facendo per arrivare a questo punto? Hai un piano operativo step by step (magari anche sbagliato, non importa) per cercare almeno di avvicinarti a questo sogno? O è solo una follia che hai nella testa prima di andare a letto…?

Anche io voglio spaccare i culi di brutto. Di essere ricordato non mi frega. Ma voglio vincere tutto. E ho un piano operativo per farlo.

Probabilmente o lo fai male o esci dal Frame LTR. In entrambi i casi guardati i video del .SYSTEMA in cui spiego come risolvere entrambe le cose.

Se continui a fallire e non capisci perché, è normale.

Più che fast, sei un morto di figa (no offence). Ovvero hai così tanto bisogno della validazione e del sesso che tagli tutta l’interazione e vai direttamente al punto. Quando non te ne sbatte un cazzo quasi ti dimentichi del sesso.

Io in realtà al piacere manco ci penso. Io penso alla sopravvivenza. Mi chiedo “come posso soffrire di più?”. Ovviamente, in modo sensato, nell’ottica di raggiungere i miei obiettivi. E poi mi chiedo “come posso renderlo abbastanza piacevole da non mollare / suicidarmi?”. E cerco di spingere sempre di più il mio cervello al limite della pazzia. Arrivando a dei livelli di stress e sopportazione assurdi. Moltiplicando sempre di più il mio valore.

C’è gente che ha cercato di starmi dietro con i miei ritmi ed è semi-impazzita.

E’ vero anche questo. Ma è per la ricompensa finale dell’averli alzati che hai un boost di dopamina. Se li fallisci ti senti una merda. Quindi di per se non c’è piacere nel gesto. Ma nel raggiungimento di un risultato per cui hai lottato parecchio.

E infatti quando hai problemi di innergame e ti saboti sistematicamente e fallisci sistematicamente, perdi totalmente motivazione e finisci per avere la vita di un mollusco inerte anche per quello.

Comprendo, perfettamente, anche per me prima era così… purtroppo a me non piace la fatica, e soprattutto fare più fatica di chi ha già degli vantaggi… è una cosa che non sopporto… faccio un esempio banale, sarà impossibile avere un lavoro e soldi come lo è stato per il figlio di Agnelli, o di un attore ecc… per arrivare a quei livelli devo fare mooooolta più fatica… ora vorrei essere semplicemente felice… in un modo o nell’altro. Cerco una strada che mi permetta di avere un rapporto lavoro/guadagno quanto migliore possibile.

Con questo messaggio ho capito tante cose… avevo il sogno, avevo il piano operativo, per diverse ragioni quel piano operativo non è andato a buon termine, e poco dopo si è distrutto il sogno… e ora mi sento smarrito, confuso, con la pazienza e la voglia sotto le scarpe. In questo momento sto cercando un nuovo sogno, ma soprattutto un piano operativo, ma non voglio buttare il tempo come prima, voglio un piano operativo che abbia un rendimento quanto più alto possibile… e quindi niente. La ricerca continua.

Ti do ragione, più che del sesso vorrei la validazione, che personalmente non ho mai avuta.

Solo che c’è veramente tanta gente, che conduce una vita normale, che non ha veramente nulla meglio di me (in tutto e per tutto), però riescono ad avere una cazzo di relazione, qualche cazzo di amicizia, riescono a divertirsi il sabato sera e ad essere soddisfatti, cosa che io fatico veramente tanto ad avere. Non riesco a capire cosa ha più di me questa gente.